Forse vi ricordate di Room 237, documentario di Rodney Ascher e Tim Kirk presentato a Cannes 2012 che prova a “smontare” pezzo per pezzo il capolavoro di Stanley Kubrick Shining e di estrarre così tutta la verità sul film, e non solo quella che traspare da una visione superficiale. Messaggi subliminali, riferimenti all’allunaggio di Armstrong e Aldrin, il genocidio dei nativi americani: tutto questo e molto altro, secondo i due, Kubrick l’ha nascosto nelle pieghe del film, perfino nei particolari apparentemente più insignificanti; l’approccio dell’analisi dei due, insomma, è «nulla è stato lasciato al caso», più che plausibile di fronte all’opera di un regista ben noto per la sua attenzione maniacale al dettaglio.
«È come provare a risolvere un puzzle del quale ogni volta scopri un pezzo nuovo» secondo Ascher, che ha rilasciato in coppia con Kirk una lunga intervista su Room 237 a Collider. «La maggior parte dei film moderni finisce con una rivelazione shock che aiuta a mettere tutto il resto del film in prospettiva; funzionava così con Shutter Island, per esempio (ma anche con Il sesto senso o The Others, aggiungiamo noi, ndr). Shining, invece, è un film impossibile da capire fino in fondo, anche se a un primo sguardo sembra solo la storia di tre persone in un hotel che cominciano a vedere i fantasmi. Il fatto che sia un film horror molto divertente da guardare, poi, fa sì che la gente continui a tornarci per passione». All’intervistatore che gli fa notare che spesso le interpretazioni contenute nel film sono decisamente fantasiose («Outlandish» è il termine in inglese), Kirk risponde così: «Kubrick era un perfezionista, meticoloso fino all’ultimo dettaglio, quindi è normale pensare che ogni dettaglio di ogni inquadratura sia stato messo lì per un motivo». «E se non capisci qualcosa» completa un po’ polemicamente Ascher «non è perché Kubrick ha sbagliato qualcosa. È un problema tuo».
Disponibile in dvd e Blu-ray a partire dal 1 aprile, Room 237 non conoscerà invece distribuzione cinematografica in Italia; per vederlo, insomma, bisogna necessariamente acquistare la versione inglese, sempre che qualcuno da noi non se ne accorga e decida di distribuirlo. Qui sotto, vi lasciamo la locandina del film.
Fonte: Collider
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