Primo semestre dell’anno positivo per il comparto cinema. Nei primi sei mesi del 2010, infatti, le sale cinematografiche hanno richiamato il maggior afflusso di pubblico (63 milioni di biglietti venduti), con un aumento del 13,16% rispetto al primo semestre 2009. Gli spettacoli offerti sono più di 1 milione e 200 mila (+43,4%). Ancora più alto è l’incremento della spesa al box office (+25,29%) che ha superato i 406 milioni di euro; considerando, oltre all’acquisto di biglietti e abbonamenti, anche prevendite, prenotazioni, consumazioni e altri servizi legati alla fruizione, la somma supera i 445 milioni di euro.

Questi i dati Siae emersi ieri dalla presentazione dell’Attività di spettacolo nel 1° semestre 2010, relativi a ballo, cinema, teatro, sport e spettacolo dal vivo. Dando uno sguardo alla top ten del grande schermo, se al primo e al secondo posto si trovano, rispettivamente, due blockbuster in 3D come Avatar di James Cameron ed Alice in Wonderland di Tim Burton, i titoli italiani occupano la terza posizione, con Io, loro e Lara di Carlo Verdone, la sesta con Baciami ancora di Gabriele Muccino, la settima con Genitori&Figli di Giovanni Veronesi e l’ottava con Mine vaganti di Ferzan Ozpetek.

Nel 2009, invece, erano solo tre i titoli italiani nella top ten: Italians di Giovanni Veronesi, secondo, Ex di Fausto Brizzi, quinto, e La matassa di Salvatore Ficarra, Valentino Picone e Giambattista Avellino, decimo. Complessivamente la spesa del pubblico italiano per lo spettacolo e lo sport, sempre nel periodo considerato, è stata di oltre 1.662 milioni di euro, con un aumento dell’8,28% rispetto al 2009.

In lieve calo invece (-2,49%) il volume di affari (2.233 milioni di euro), che accanto alla spesa del pubblico comprende anche altri importi relativi alla realizzazione di spettacoli, come la pubblicità, le sponsorizzazioni, i finanziamenti, i diritti televisivi. «La cinematografia nazionale che il legislatore ha qualificato espressamente con il termine “arte cinematografica”», ­ commenta Giorgio Assumma, presidente Siae, ­ «è stata sempre una componente primaria della nostra identità culturale all’estero. È, quindi, necessario preservarla con aiuti e provvidenze pubbliche, proprio al fine di conservare anzi di potenziare questa identità».

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