Spider-Man: Brand New Day ha creato l’arma più pericolosa dell’intero MCU
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Spider-Man: Brand New Day ha creato l’arma più pericolosa dell’intero MCU

L’invenzione di Peter può privare quasi ogni eroe delle sue capacità, trasformandosi nell’arma definitiva contro Avengers e X-Men

Spider-Man: Brand New Day ha creato l’arma più pericolosa dell’intero MCU

L’invenzione di Peter può privare quasi ogni eroe delle sue capacità, trasformandosi nell’arma definitiva contro Avengers e X-Men

Una scena da Spider-Man: Brand New Day

In Spider-Man: Brand New Day, Peter Parker dimostra ancora una volta che il suo vero superpotere non è la capacità di arrampicarsi sui muri o di percepire il pericolo, ma il suo straordinario intelletto scientifico. Il giovane eroe è sempre stato capace di ideare tecnologie avanzatissime, a partire dai suoi lancia-ragnatele, tanto da riuscire a impressionare persino Tony Stark. Questa volta, però, la sua genialità potrebbe aver dato vita a qualcosa di estremamente pericoloso.

Peter sembra infatti aver seguito, forse inconsapevolmente, lo stesso percorso del suo mentore. Tony Stark aveva promesso di abbandonare la produzione di armi, ma le sue invenzioni e alcune delle sue decisioni finirono comunque per contribuire alla nascita delle minacce più gravi dell’MCU. Ultron rappresenta l’esempio più evidente: un’intelligenza artificiale creata per proteggere il pianeta e trasformatasi in una forza determinata a sterminare l’umanità.

Anche altri antagonisti sono stati collegati direttamente o indirettamente alle azioni di Stark. La guerra in Sokovia contribuì alla trasformazione di Wanda e Pietro Maximoff, mentre il trattamento riservato a Quentin Beck spinse quest’ultimo a diventare Mysterio. Ora Peter Parker rischia di commettere un errore simile, sviluppando una tecnologia le cui conseguenze potrebbero sfuggire completamente al suo controllo.

Nel corso di Spider-Man: Brand New Day, i poteri di Peter iniziano a mutare misteriosamente. Il ragazzo prova inizialmente a contrastare il fenomeno e si rivolge a Bruce Banner, che in passato aveva realizzato una tecnologia capace di inibire il DNA per controllare Hulk. Peter comprende però che quel sistema deve essere modificato e adattato alle proprie capacità. Dopo diversi tentativi, riesce a sviluppare un campo energetico in grado di limitare temporaneamente i suoi poteri. Il processo non è semplice: perfino il leggero campo elettromagnetico generato dalle lenti della sua maschera interferisce con il dispositivo, costringendolo a perfezionarlo ulteriormente. Alla fine, tuttavia, Peter riesce a farlo funzionare.

Il vero problema è che non si ferma a un inibitore progettato esclusivamente per sé. Spider-Man realizza infatti una versione universale della tecnologia, capace di sopprimere qualsiasi superpotere legato a modifiche o particolari espressioni del DNA. Il dispositivo non riesce a neutralizzare completamente Hulk, perché la sua pelle impedisce al campo di penetrare in maniera efficace. Si dimostra però sorprendentemente potente contro Jean Grey, confermando che anche individui dotati di capacità straordinarie possono essere privati dei propri poteri.

Per chi conosce la storia degli X-Men, il collegamento appare immediato. Nei fumetti Marvel, il governo di Genosha sviluppò dei collari inibitori utilizzati per neutralizzare i mutanti. Una volta privati delle loro capacità, questi ultimi venivano trattati come risorse dello Stato, costretti a lavorare e a mettere i propri poteri al servizio del regime. Quei dispositivi erano in grado di rendere vulnerabili persino i mutanti più potenti. La tecnologia ideata da Peter potrebbe rappresentarne una versione ancora più avanzata e pericolosa, perché non sarebbe limitata esclusivamente al gene mutante.

Il finale di Spider-Man: Brand New Day rivela inoltre che il Damage Control stava cercando di trasformare i superumani in armi da controllare. L’idea era già stata anticipata in Wonder Man, dove Simon Williams veniva considerato una potenziale risorsa da sfruttare. William Metzger, responsabile del Damage Control, riesce a fuggire portando con sé tutte le informazioni raccolte sui superumani, compresa la prova che un inibitore universale può essere costruito. A quel punto, impedire che la tecnologia venga replicata diventa quasi impossibile. Scienziati, governi e organizzazioni criminali potrebbero tentare di riprodurre il dispositivo per utilizzarlo contro gli eroi.

L’inibitore di Spider-Man è ancora più inquietante dei collari di Genosha perché può colpire diverse categorie di individui potenziati. Potrebbe funzionare sui supersoldati come Captain America, sui mutanti come Jean Grey e Ms. Marvel e, almeno in teoria, su esseri alterati dalle radiazioni gamma come Hulk e Abominio, a condizione che il campo riesca a superare le loro difese fisiche. La tecnologia dovrebbe invece essere meno efficace contro chi non deve i propri poteri al DNA. Personaggi come Doctor Strange, che utilizza la magia, o esseri alieni come Thor potrebbero non essere influenzati dal dispositivo. Per gran parte degli eroi dell’MCU, tuttavia, rappresenterebbe comunque una minaccia potenzialmente devastante. Il fatto che il sistema funzioni attraverso un campo energetico rende lo scenario ancora più allarmante. Peter lo ha utilizzato inizialmente su un’area limitata, ma una fonte di energia più potente potrebbe estenderne gli effetti a un intero edificio, a una base militare o persino a una porzione di città.

Un’organizzazione come l’Hydra potrebbe attivare il campo nel momento in cui gli Avengers entrano in una delle sue strutture, privandoli improvvisamente delle loro capacità. Allo stesso modo, i mutanti potrebbero perdere i propri poteri durante un attacco contro una base dei Sentinelli, diventando vulnerabili prima ancora di comprendere cosa stia accadendo. Una tecnologia simile è già comparsa nei fumetti Marvel. Durante il ciclo di New Avengers scritto da Brian Michael Bendis, la criminalità organizzata riuscì a utilizzare un campo inibitore universale, mettendo seriamente in difficoltà gli Avengers. Anche gli eroi apparentemente invincibili potevano così essere ridotti alla condizione di normali esseri umani.

Il vero pericolo non consiste soltanto nella perdita dei poteri. Un eroe potrebbe non rendersi immediatamente conto di essere diventato vulnerabile. Chi crede di essere resistente ai proiettili potrebbe esporsi a un colpo mortale, mentre qualcuno dotato di forza sovrumana potrebbe ferirsi cercando di abbattere una parete.

Peter Parker ha dunque creato una tecnologia potenzialmente capace di neutralizzare quasi tutti gli eroi della Terra. Anche se le sue intenzioni erano quelle di controllare la propria mutazione, l’invenzione potrebbe finire nelle mani sbagliate e trasformarsi nell’arma definitiva contro Avengers, X-Men e altri individui potenziati.

In questo modo, Spider-Man rischia di diventare davvero il nuovo Tony Stark: non soltanto per la sua intelligenza, ma anche per aver dato vita a qualcosa che potrebbe sfuggire completamente al suo controllo. E questa volta le conseguenze potrebbero essere persino peggiori di quelle provocate da Ultron.

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Fonte: ComicBook

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