Come ormai è noto a tutti, giovedi sera, durante l’anteprima di mezzanotte de Il cavaliere oscuro – Il ritorno un uomo mascherato ha aperto il fuoco sulla folla inerme accorsa al cinema Century 16 Movie Theaters di Aurora (Denver) per assistere alla proiezione dell’ultimo capitolo di Christopher Nolan, uccidendo 12 persone e ferendone altre 58. E come in altri momenti, anche questa tragedia è diventa un veicolo, una scusa per portare avanti una crociata anti-film, anti-fumetti, anti-videogioco, anti-modernità.

Ecco quello che pensa il nostro blogger, redattore ed esperto di cinema e videogiochi Gabriele Ferrari:

«Quel che è successo a Denver venerdì scorso lo sapete tutti. È una [tragedia/dramma/disastro/tragico fatto di cronaca] su cui non val la pena sciacallare: sono morte delle persone, un’altra ancora ha perso completamente il contatto con la realtà al punto da disseminare casa sua di trappole esplosive e da decidere di aprire il fuoco su un gruppo di innocenti ed è, nel contesto di una società civile, morta tanto quanto le persone a cui ha sparato. È, potrebbe essere, un’ottima occasione per mettere in discussione il diritto all’acquisto di armi da fuoco da parte dei cittadini americani,riflettere sulla differenza tra “sicurezza sul suolo nazionale” e “homeland security” invece che strillare istantaneamente al terrorismo… Invece no. Invece bisogna farlo passare per un avvenimento strettamente legato al cinema, all’industria dell’intrattenimento in generale e ai rischi a essa connessi. Con il rischio, anche, di fare figuracce…. »

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(Foto La Presse)

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