Ricordiamo tutti la strage di Aurora (Denver, Colorado), quella dove durante l’anteprima di mezzanotte de Il cavaliere oscuro – Il ritorno un uomo mascherato ha aperto il fuoco sulla folla inerme accorsa al cinema Century 16 Movie Theaters per assistere alla proiezione dell’ultimo capitolo di Christopher Nolan, uccidendo 12 persone e ferendone 70.

James Holmes, dopo tre anni dalla sparatoria, è stato riconosciuto colpevole di due imputazioni per omicidio di primo grado (premeditato) per ciascuna delle 12 vittime, due imputazioni per tentato omicidio per i 70 feriti e un’imputazione per possesso d’esplosivo. In aggiunta, l’aggravante di «indifferenza verso la vita umana».

Holmes si è alzato e non ha mostrato nessuna emozione visibile mentre ascoltava il giudice Carlos Samour leggere i nomi delle vittime. La giuria, composta da 9 donne e tre uomini, ha impiegato un giorno e mezzo per deliberare nei confronti dell’imputato, che si era dichiarato non colpevole per ragioni di squilibrio mentale, i giurati hanno respinto la tesi dell’infermità avanzata della difesa di Holmes. Ora dovrà decidere se per Holmes ci dovrà essere la condanna a morte o se basterà il cercare a vita (senza alcuna possibilità di uscire per buona condotta o sulla parola). Sono 38 anni che in Colorado non si compie una pena capitale.

Durante l’arringa conclusiva, l’avvocato King ha argomentato che il suo cliente non era in grado di controllare i suoi pensieri, le sue azioni e non aveva percezione di quello che gli accadesse intorno quel giorno, sottolineando che anche durante il suo tempo in prigione Holmes ha avuto un comportamento incostante, consegnando al giudice e alla giuria le perizie psichiatriche di questi tre anni, affermando che: «Era nel mezzo di un processo psicotico che aveva avuto inizio a Marzo di quell’anno, dovuto a una malattia di cui soffre da più di 10 anni».

George Brauchler, il procuratore distrettuale di Arapahoe County, ha invece definito l’azione di Holmes «metodica nel pianificare l’attacco», e quindi il killer il giorno della strage si rendeva conto di cosa fosse giusto o sbagliato.

L’accusa ha portato in aula 69 delle 70 vittime ferite per testimoniare, molte delle quali hanno descritto il terrore di essere intrappolate nel cinema, insieme a storie struggenti di amici e parenti dei deceduti. Hanno descritto come Holmes, si fosse travestito da SWAT, coperto da una maschera anti-gas, da un elmetto e una tuta protettiva, e buttato sulla folla iniziando a sparare.

Holmes risulta colpevole di 165 capi d’accusa, inclusi 24 omicidi per 12 vittime. è stato accusato anche di possesso di materiale incendiario, trovato nel suo appartamento.

Fuori dal tribunale, alcuni membri delle famiglie delle vittime hanno atteso il verdetto.

Il Denver Post ha riportato le dichiarazioni di Dan Gross, presidente della Brady Campaign to Prevent Gun Violence (organizzazione no-profit dedicata alla prevenzione della violenza da armi da fuoco): «Questo è uno dei giorni più significativi nella storia americana per quanto riguarda la violenza armata. Nello stesso giorno una giuria ha dichiarato colpevole un uomo per aver portato un’arma all’interno di un cinema in Colorado, e un’altra persona per essere andato su tutte le furie uccidendo quattro marine americani. Se questo non porta i responsabili politici a fermarsi e pensare all’impatto che la violenza delle armi ha nel nostro paese, cosa farà?». Il verdetto arriva nello stesso giorno di quello della sparatoria dei quattro Marine di Chattanooga, Tennessee.

Fonte: Variety

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Qui sotto il video dell’annuncio del verdetto

 

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