Supacell è la serie che ha capito i superpoteri meglio dei cinecomic Marvel e DC
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Supacell è la serie che ha capito i superpoteri meglio dei cinecomic Marvel e DC

Mentre la superhero fatigue continua a pesare sul genere (Spider-Man a parte), uno show è ripartito da persone comuni, problemi reali e capacità straordinarie che tornano ad avere conseguenze concrete

Supacell è la serie che ha capito i superpoteri meglio dei cinecomic Marvel e DC

Mentre la superhero fatigue continua a pesare sul genere (Spider-Man a parte), uno show è ripartito da persone comuni, problemi reali e capacità straordinarie che tornano ad avere conseguenze concrete

immagine dalla serie supacell

Da anni si parla di superhero fatigue per spiegare l’affaticamento che ha colpito parte del pubblico nei confronti dei cinecomic. Dopo stagioni intere dominate da universi condivisi, multiversi, invasioni, linee temporali alternative e minacce sempre più grandi, il problema potrebbe però non essere nei superpoteri in sé, quanto nel modo in cui vengono raccontati. È proprio da questa distinzione che parte Supacell, la serie creata da Andrew Onwubolu, meglio conosciuto come Rapman, che ha parlato apertamente di una differenza tra stanchezza da supereroi e stanchezza da superpoteri.

La prima stagione, composta da sei episodi, segue cinque persone che vivono nel Sud di Londra e scoprono improvvisamente di possedere capacità fuori dal comune. Michael può teletrasportarsi e intravedere frammenti del futuro, Sabrina sviluppa la telecinesi, Rodney ottiene una velocità sovrumana, Andre una forza straordinaria, mentre Tazer può diventare invisibile. Nulla di particolarmente nuovo, almeno sulla carta. È il contesto a fare la differenza.

Supacell non parte dall’eroe, ma dalla persone. Michael non vuole salvare Londra: vuole impedire la morte di Dionne, la donna con cui immagina il proprio futuro. Andre continua ad avere problemi economici e familiari anche dopo aver scoperto di essere fortissimo. Sabrina deve comunque fare i conti con il lavoro e con una vita privata complicata. I poteri non cancellano ciò che i personaggi erano prima, ma si inseriscono nelle loro esistenze e ne amplificano tensioni, paure e desideri.

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Qui la distanza da molto cinecomic recente diventa evidente. Marvel e DC hanno alzato progressivamente la scala dello spettacolo, fino a rendere quasi ordinari concetti come universi alternativi, divinità, resurrezioni e catastrofi cosmiche. Supacell fa l’opposto: riduce la portata della minaccia e riporta il fantastico dentro una dimensione quotidiana. Una persona che scompare davanti ai nostri occhi torna a sembrare qualcosa di impossibile proprio perché il mondo intorno a lei continua a comportarsi come il nostro.

Anche la South London è parte integrante del racconto. Rapman costruisce la serie intorno a un ambiente che conosce direttamente, fatto di famiglie, precarietà, criminalità, lavoro e comunità. Persino la mitologia dei poteri viene intrecciata alla drepanocitosi (o anemia falciforme), una malattia ereditaria del sangue che ha un’incidenza particolarmente rilevante nelle popolazioni di origine africana, evitando che la rappresentazione della comunità Black British resti un elemento puramente decorativo.

La prima stagione funziona inoltre perché non ha fretta di trasformare i protagonisti in una squadra. Le loro storie procedono separate e convergono gradualmente, mentre sullo sfondo emerge un’organizzazione che sembra monitorare e catturare persone con capacità simili. Il mistero resta aperto, anche perché non esiste una continuity precedente o un fumetto da consultare per anticipare sviluppi e identità.

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È questo il punto in cui Supacell sembra aver compreso qualcosa che molti cinecomic hanno perso di vista: un superpotere funziona davvero quando cambia una vita, non quando serve soltanto ad aumentare la scala dell’azione. Non inventa nulla che Marvel e DC non abbiano già mostrato, ma restituisce peso e conseguenze a elementi ormai familiari. E proprio per questo riesce a far sembrare di nuovo straordinari poteri che pensavamo di conoscere già.

Netflix ha già rinnovato Supacell per una seconda stagione, le cui riprese si sono concluse nel 2026. I nuovi episodi sono ora in post-produzione, anche se al momento non è stata ancora annunciata una data d’uscita ufficiale. Rapman ha inoltre spiegato di considerare la prima stagione come una sorta di Batman Begins per i suoi protagonisti: il vero sviluppo del gruppo, e di ciò che questi personaggi possono diventare, dovrebbe entrare nel vivo proprio nel secondo capitolo.

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