Negli ultimi anni Netflix ha lanciato decine di serie fantasy nel tentativo di trovare il nuovo grande fenomeno globale capace di conquistare il pubblico come accaduto con Game of Thrones o Stranger Things. Alcuni di questi titoli hanno avuto enorme successo, altri sono spariti rapidamente dai radar. Tra questi c’è una serie che, nonostante sia stata cancellata troppo presto, continua ancora oggi a essere ricordata con enorme affetto dagli appassionati del genere: Tenebre e ossa.
Arrivata sulla piattaforma nel 2021 e tratta dai romanzi di Leigh Bardugo, è riuscita in appena due stagioni a costruire uno degli universi fantasy più affascinanti e coinvolgenti degli ultimi anni. Tutto questo grazie a una narrazione coinvolgente che unisce magia, guerra, intrighi politici, romance e criminalità con un equilibrio sorprendentemente efficace.
Ambientata nel regno immaginario di Ravka, Tenebre e Ossa racconta un mondo spezzato in due dalla Faglia, una gigantesca coltre oscura infestata da creature mostruose. In questo scenario segnato dalla guerra vivono i Grisha, individui dotati di poteri soprannaturali suddivisi in diverse categorie.
La protagonista della storia è Alina Starkov, una giovane cartografa interpretata da Jessie Mei Li, che scopre improvvisamente di possedere un potere rarissimo: la capacità di evocare la luce. Una scoperta destinata a cambiare non soltanto la sua vita, ma anche il destino dell’intero regno.
Quello che rende davvero interessante la serie, però, è il modo in cui evita di limitarsi alla classica struttura fantasy della “prescelta”. Parallelamente alla storia di Alina si sviluppa infatti un’altra storyline dedicata ai Crows, un gruppo di criminali e mercenari guidato dall’ambiguo Kaz Brekker. Ed è proprio questa componente più oscura e criminale a dare alla serie una personalità molto diversa rispetto a molti altri fantasy recenti.
Kaz, Jesper, Inej, Nina e Matthias sono personaggi che riescono rapidamente a conquistare il pubblico grazie alla loro chimica, ai dialoghi brillanti e alle continue tensioni interne al gruppo. La serie alterna così momenti epici e drammatici a scene più leggere e ironiche, mantenendo sempre alto il ritmo. Anche il lavoro di worldbuilding è uno degli aspetti migliori di Tenebre e Ossa. Le diverse culture introdotte nella serie, le rivalità politiche e il sistema di poteri dei Grisha contribuiscono infatti a creare un universo fantasy ricco di dettagli ma mai troppo complicato da seguire. Tra gli elementi più apprezzati dai fan c’è poi il Darkling interpretato da Ben Barnes, villain affascinante e ambiguo che diventa rapidamente una delle figure più magnetiche dell’intera storia.
Il più grande difetto di Tenebre e Ossa non riguarda tanto la qualità della serie quanto il fatto che Netflix l’abbia cancellata troppo presto. Dopo due stagioni, infatti, la piattaforma ha deciso di interrompere il progetto proprio mentre la storia stava iniziando a entrare nel vivo delle storyline più amate dai lettori dei romanzi.
La cancellazione ha lasciato molte trame aperte e ha inevitabilmente frustrato i fan, soprattutto perché il materiale narrativo da adattare era ancora enorme. Nonostante questo, però, Tenebre e Ossa resta ancora oggi una delle serie fantasy più coinvolgenti presenti in streaming.
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