Con la conclusione della quinta stagione, The Boys ha finalmente portato a compimento uno dei conflitti più lunghi e violenti della serialità recente. Il finale ha chiuso la guerra tra Billy Butcher e Patriota, ma lo ha fatto scegliendo una via diversa da quella immaginata da Garth Ennis e Darick Robertson nei fumetti. La serie ha conservato alcuni snodi fondamentali del materiale originale, ma li ha rielaborati in modo più emotivo, meno disperato e soprattutto meno nichilista. Dove il fumetto puntava a un epilogo brutale, dominato dal sospetto e dalla distruzione totale, l’adattamento televisivo preferisce lasciare spazio a una forma di catarsi, per quanto sanguinosa e dolorosa.
Come finisce la serie TV di The Boys
Nel finale della serie, lo scontro decisivo avviene nello Studio Ovale e porta finalmente al faccia a faccia definitivo tra Butcher e Homelander. Prima del colpo finale, però, è Kimiko a rendere possibile l’impossibile: con un blast riesce infatti a privare Homelander dei suoi poteri, trasformando per la prima volta il personaggio più temuto della serie in un uomo vulnerabile. A quel punto Butcher lo uccide con un piede di porco, in una scena che chiude il loro duello personale in modo diretto, umiliante e simbolicamente perfetto per un personaggio che aveva sempre fondato il proprio potere sull’idea di essere invincibile. Anche Eric Kripke ha spiegato che il senso di quella morte stava proprio nel mostrare un Homelander finalmente debole e codardo.
Ma il vero colpo di coda del finale è arrivato subito dopo, quando la serie sposta il fuoco da Homelander a Butcher. Una volta eliminato il suo nemico storico, Butcher è infatti deciso a liberare il Godolkin Virus per sterminare tutti i supes. È il punto in cui l’uomo che ha passato anni a combattere i mostri si trasforma a sua volta in una minaccia assoluta, e a fermarlo è Hughie, che gli spara per impedirgli di compiere un genocidio. Il gesto è tragico, ma perfettamente coerente con il percorso del personaggio: Hughie resta fino all’ultimo la coscienza morale della storia, quello che si sporca le mani solo quando non esiste più altra via.
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L’epilogo della serie sceglie poi una chiusura sorprendentemente più tenera rispetto al tono generale di The Boys. Hughie e Annie restano insieme, aprono un negozio di audiovisivi e aspettano una figlia; Kimiko trova una forma di pace in Francia; Mother’s Milk torna alla sua famiglia. Anche il sacrificio di Butcher, pur nelle sue ambiguità, viene assorbito in una conclusione che prova a distinguere tra l’orrore dei mezzi e la necessità di aver fermato un sistema fuori controllo. È un finale che non rinnega la violenza della serie, ma la incanala verso una conclusione più umana, quasi riconciliata.
Come finiscono invece i fumetti di The Boys
Il finale del fumetto è molto più crudele e pessimista, e introduce una rivelazione che la serie non ha mai usato ma solo lasciato intuire: Black Noir è in realtà un clone di Homelander, creato come assicurazione estrema nel caso il super più potente del mondo fosse diventato ingestibile. Quando Homelander precipita definitivamente nella follia, arrivando persino a decapitare il presidente Victor Neuman, è proprio Black Noir a massacrarlo. Subito dopo, però, Butcher elimina anche Black Noir con il suo piede di porco, chiudendo così il doppio cerchio della vendetta.
Da quel momento il fumetto smette di raccontare la caduta dei super e si concentra interamente sulla deriva finale di Butcher. Ottenuta la sua vendetta, il personaggio decide che non basta eliminare i grandi eroi corrotti: vuole cancellare chiunque abbia nel corpo tracce di Compound V, e quindi la possibilità stessa che il mondo generi ancora dei supes. È una scelta radicale che trasforma Butcher nel vero mostro dell’ultima parte del fumetto. Per portare avanti il suo piano, arriva perfino a uccidere i suoi stessi compagni, compiendo un gesto che nel comic lo consegna completamente a una dimensione di nichilismo e autodistruzione che la serie TV ha solo sfiorato.
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Anche qui, comunque, è Hughie a mettere fine alla sua corsa. Il confronto finale tra i due porta alla morte di Butcher, ma nel fumetto non c’è alcuna vera consolazione, nessun tentativo di addolcire il colpo, nessuna ricomposizione emotiva paragonabile a quella della serie. Hughie e Annie sopravvivono anche sulla pagina, ed è uno dei pochi punti di contatto reali tra le due versioni, ma il tono complessivo resta molto diverso: dove la serie lascia intravedere una possibilità di futuro, il fumetto insiste sul fatto che la guerra contro il potere corrompe tutto e tutti, anche chi pretendeva di combatterla in nome del bene.
La vera differenza tra i due finali
Alla fine, il confronto tra i due finali dice molto anche sul diverso cuore delle due opere. Il fumetto di Garth Ennis sceglie la strada più feroce, quella in cui il sistema è così marcio da divorare chiunque e non lasciare quasi nulla in piedi. La serie di Eric Kripke, pur restando fedele ad alcuni snodi essenziali come la morte di Butcher per mano di Hughie e il ruolo centrale della resa dei conti finale, preferisce invece un approdo meno disperato. Non meno violento, ma sì meno cupo nella sua idea del mondo. Ed è proprio questa la differenza decisiva: il finale televisivo chiude una guerra, quello del fumetto chiude un’illusione. Voi quale avete preferito? Diteci la vostra, come sempre, nei commenti.
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