The Boys 5, il penultimo episodio è il peggiore della serie
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The Boys ha appena raggiunto il punto più basso della sua storia

La serie Prime Video si prepara al gran finale, ma una parte del pubblico sembra aver già emesso il verdetto. E non è per niente positivo...

The Boys ha appena raggiunto il punto più basso della sua storia

La serie Prime Video si prepara al gran finale, ma una parte del pubblico sembra aver già emesso il verdetto. E non è per niente positivo...

anthony starr in the boys

Manca ormai pochissimo alla fine di The Boys, ma per una parte del pubblico il verdetto sulla quinta e ultima stagione sembra essere già arrivato. La serie Prime Video si prepara a chiudere definitivamente la sua corsa con l’ultimo episodio, atteso il 20 maggio, ma il viaggio verso il gran finale non sta avendo l’accoglienza compatta che forse ci si aspettava da uno degli show più discussi, feroci e riconoscibili degli ultimi anni. Anzi: a pochi giorni dall’epilogo, il penultimo capitolo ha registrato un calo clamoroso nelle valutazioni degli utenti, diventando il simbolo di una delusione che ormai accompagna buona parte della stagione.

Il dato più evidente arriva da IMDb, dove l’episodio 7 della quinta stagione, The Frenchman, the Female, and the Man Called Mother’s Milk, è sceso fino a 7.1, appaiandosi a Life Among the Septics della quarta stagione come puntata con il voto più basso dell’intera serie. Un crollo particolarmente significativo se si pensa che The Boys, nel corso degli anni, ha spesso costruito il proprio seguito proprio sulla capacità di sorprendere, scioccare e alzare continuamente la posta. Il record positivo resta lontanissimo: Herogasm, sesto episodio della terza stagione, conserva infatti un altissimo 9.6, diventato ormai il termine di paragone inevitabile per misurare quanto sia cambiato il rapporto tra lo show e i suoi fan.

Non significa che il penultimo episodio non contenga momenti forti. La morte di Frenchie, sacrificatosi per salvare Kimiko, ha colpito molti spettatori ed è stata letta da diversi fan come uno dei passaggi emotivamente più duri della serie. Un utente citato da GamesRadar ha scritto: «Frenchie si è sacrificato, e mentre giaceva vicino alla morte, Kimiko lo teneva tra le braccia piangendo. Uno dei momenti più tristi della serie, i Boys ora sono un membro in meno, e tutti sono distrutti». Un altro commento sottolinea invece quanto il destino del personaggio fosse ormai annunciato: «Purtroppo, la sua morte era estremamente prevedibile, viste tutte le avvisaglie con lui e Kimiko che parlavano di mettere su famiglia e sistemarsi». C’è anche chi ha difeso la scelta, definendo Frenchie «un sacrificio degno», necessario per ricordare la posta in gioco prima del finale.

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Il problema, però, sembra stare altrove. Non tanto nel singolo evento tragico, quanto nel percorso che ci ha portati fin qui. Già dalle prime puntate, la quinta stagione di The Boys aveva mostrato un cambio di atmosfera evidente: meno parodia, meno risata liberatoria, più commentario politico e sociale cupissimo. Il mondo dominato da Patriota non appare più come una deformazione grottesca del presente, ma come una sua versione quasi diretta, fatta di propaganda, repressione, manipolazione della verità, culto del leader e persecuzione del dissenso. In questo senso, la serie ha perso parte della sua forza comica non perché abbia smesso di funzionare, ma perché il suo bersaglio è diventato troppo vicino alla realtà per lasciare ancora spazio allo stesso tipo di satira.

Eppure, proprio questo diverso contesto avrebbe forse richiesto una progressione più serrata verso la resa dei conti finale. La stagione si è invece mossa spesso con una lentezza e una casualità che faticano a coincidere con l’idea di un capitolo conclusivo chiamato a tirare le fila di tutto. A un episodio dalla fine, molte traiettorie sembrano ancora da chiudere, diversi personaggi hanno occupato spazio senza sempre dare l’impressione di avvicinare davvero lo scontro definitivo, e persino le svolte più importanti sono arrivate dentro un racconto percepito da molti come dispersivo.

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Eric Kripke ha respinto le accuse di filler, spiegando che «nessuna delle cose che accadono negli ultimi episodi avrà importanza se non approfondisci i personaggi» e chiedendosi: «Vi aspettate una grande scena di battaglia in ogni episodio?». Il punto, però, non è necessariamente pretendere solo azione, esplosioni o scontri spettacolari. È che The Boys, arrivata al suo atto finale, sembra divisa tra la volontà di essere ancora una serie corale, politica, sporca e laterale, e la necessità narrativa di chiudere una guerra preparata per cinque stagioni. Il risultato è una stagione più amara, più seria, forse anche più lucida, ma non sempre più incisiva. E così, mentre Patriota è ormai pronto a giocarsi l’ultima mano, una parte dei fan sembra aver già deciso: il punto più basso della storia di The Boys, almeno su IMDb, è arrivato proprio a un passo dalla fine.

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