Nei giorni scorsi, l’annuncio del ruolo di Lupita Nyong’o in The Odyssey ha finito per spostare almeno in parte l’attenzione dal nuovo kolossal di Christopher Nolan alle polemiche che lo stanno accompagnando. L’attrice premio Oscar interpreterà Elena di Troia, figura centrale del mito greco e personaggio tradizionalmente legato all’idea della bellezza assoluta, quella “capace di far salpare mille navi”, e la sorella Clitemnestra. Una scelta che, com’era prevedibile, ha acceso una discussione immediata sui social e tra alcuni commentatori, trasformandosi rapidamente anche in un’ondata di attacchi razzisti contro l’attrice.
Il caso è esploso dopo la diffusione del suo coinvolgimento nel film, che riporterà Nolan al cinema dopo il trionfo di Oppenheimer. La presenza di Nyong’o nei panni di Elena è stata contestata da chi sostiene che il personaggio dovrebbe essere interpretato da un’attrice bianca, con commenti arrivati anche da figure molto esposte nel dibattito pubblico americano. Tra questi Matt Walsh, che ha criticato apertamente la scelta del regista, ed Elon Musk, secondo cui Nolan avrebbe puntato su Nyong’o per ragioni legate alla stagione dei premi. Una lettura che l’attrice ha ora respinto, scegliendo però di non trasformare la questione in una battaglia personale.
Intervistata da Elle, Lupita Nyong’o ha infatti affrontato direttamente le critiche, spiegando di non voler impostare la propria interpretazione come una risposta agli attacchi ricevuti. «Questa è una storia mitologica – ha detto l’attrice – Sostengo molto l’intenzione di Chris con questo progetto e la versione di questa storia che sta raccontando. Il nostro cast è rappresentativo del mondo. Non sto passando il mio tempo a pensare a una difesa. Le critiche esisteranno che io le affronti o meno».
Nyong’o ha poi spostato il discorso sul cuore del personaggio, rifiutando l’idea che Elena debba essere ridotta soltanto a un’immagine esteriore. «Non si può recitare la bellezza», ha dichiarato. «Voglio sapere chi è un personaggio. Che cosa c’è oltre la bellezza? Che cosa c’è oltre l’aspetto? Questa è la cosa di un testo così conosciuto, che è stato studiato, interpretato e da cui sono derivate altre opere. La ricerca potrebbe essere infinita. La cosa positiva del lavorare con uno scrittore come Chris è che è tutto sulla pagina. L’indagine inizia dalle pagine che ti vengono date. È su questo che mi sono basata».
La risposta dell’attrice tocca un punto corretto: Elena è un personaggio mitologico, appartenente a un poema nato da una tradizione orale antichissima, risalente a circa 2.800 anni fa. La sua funzione fondamentale nel racconto non è mai stata il colore della pelle, ma la bellezza, il desiderio, il potere simbolico di una figura capace di innescare una guerra e di attraversare i secoli come archetipo. Pretendere una rigida fedeltà etnica per una figura del mito, soprattutto in un’opera che per sua natura viene riletta e reinterpretata da millenni, significa ignorare la natura stessa del materiale di partenza.
Nyong’o non è comunque l’unica presenza del cast ad aver attirato polemiche. The Odyssey è già stato contestato anche per altri elementi: dalle armature alle scenografie, fino agli accenti usati dagli attori, giudicati da alcuni spettatori poco adatti a un’ambientazione legata all’epica greca. Un clima di discussione che conferma quanto il nuovo film di Nolan sia già al centro dell’attenzione, ben prima dell’arrivo in sala.
L’attrice, però, sembra guardare soprattutto alla dimensione più ampia del progetto. «È davvero qualcosa di importante far parte di The Odyssey, perché è così grandioso. Attraversa mondi. Per questo il cast è quello che è. Stiamo occupando la narrazione epica del nostro tempo». Il film di Christopher Nolan uscirà nei cinema italiani il 16 luglio 2026.
Foto: Kevin Winter/WireImage
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