A inizio marzo aveva fatto molto clamore l’attacco di Sam Elliot a The Power of the Dog: l’allora film con più candidature agli Oscar 2022 era stato pesantemente criticato dall’attore di A Star is Born, che tuttavia ora si dice pentito per le sue parole.
Parlando nel corso del podcast WTF, Elliot aveva definito il western atipico di Jane Campion «una stronz**a»: «Sembrano tutti dei ballerini, dei tizi di New York che indossano il papillon e poco altro […] Corrono in giro con i pantaloni da cowboy e senza maglietta. Ci sono tutte queste allusioni all’omosessualità per tutto il ca**o di film». Della regista poi premiata con la statuetta aveva aggiunto: «Adoro i suoi lavori precedenti. Ma che ca**o ne sa questa donna che viene dalla Nuova Zelanda del West americano? E perché ca**o gira il film in Nuova Zelanda dicendo che è il Montana?! Questa cosa mi ha preso nel modo sbagliato».
Ora, Sam Elliot ha fatto un passo indietro. Durante l’evento Deadline’s Contenders TV di domenica 10 aprile, è tornato sulle sue dichiarazioni nel podcast dicendo: «Voglio scusarmi col cast di The Power of the Dog, con tutti gli ottimi attori e in particolare con Benedict Cumberbatch. Possono solo dire che sono davvero dispiaciuto. Davvero». Poi si è giustificato dicendo: «Non sono stato molto articolato parlandone, non mi sono espresso bene».
Da qui le scuse: «Ho detto cose che hanno ferito persone e mi sento malissimo per questo. La comunità gay è stata incredibile con me per tutta la mia carriera. E intendo tutta la carriera, prima ancora di iniziare qui a Los Angeles. Amici su ogni livello e in ogni lavoro fino ad oggi». Per questo, Sam Elliot aggiunge: «Mi scuso se ho ferito qualcuno di questi amici e qualcuno cui ho voluto molto bene. E chiunque altro si sia sentito ferito dalle parole che ho usato».
La questione non era passata inosservata ed era stata commentata anche dall’account ufficiale Netflix. Su twitter, avevano condiviso uno screen da Il Potere del Cane, il momento in cui il personaggio di Kirsten Dunst dice al figlio (Kodi Smit-McPhee) «È un uomo, solo un altro uomo». Tutto il film della Campion riguarda appunto la mascolinità tossica di quell’ambiente e a suo modo l’attacco di Sam Elliot ha dato ragione alla storia che la regista – la terza a vincere l’Oscar di categoria – ha voluto raccontare.
Foto: MovieStills
Fonte: Deadline
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