Il circuito The Space Cinema programmerà, dal 3 marzo, Alice nel paese delle meraviglie. Il film, distribuito da Disney, è al centro di una contrapposizione internazionale tra gli esercenti e la major, che ha dichiarato nei giorni scorsi di voler ridurre la window (il tempo trascorso tra l’uscita cinematografica e la release home) a 12 settimane. Giuseppe Corrado, amministratore delegato di The Space Cinema, ha dichiarato a e-duesse (il sito internet business to business con notizie su vari marcati, tra cui quello del cinema): «Noi proietteremo il film di Tim Burton nelle nostre sale. Per la verità il possibile blocco dell’uscita di Alice sui nostri schermi è durato solo una notte. Per noi il film rientra in un accordo quadro che abbiamo siglato con Disney in autunno. Quando la major ha comunicato la volontà di ridurre la window a 12 settimane, abbiamo risposto – contemporaneamente all’associazione, e intendo sia Anec che Anem – dicendo che per noi un tempo di 15 settimane rappresenta un limite invalicabile. Noi non avremmo avuto nessun intenzione di onorare l’accordo nel caso di una riduzione del tempo. Successivamente alla nostra presa di posizione e dell’associazione, Disney ha rivisto la sua strategia dichiarando che il tempo trascorso tra l’uscita cinematografica e la release home per Alice sarebbe stata un’eccezione che si sarebbe potuta richiedere a tempo opportuno: The Space è disponibile a valutare deroghe qualora queste vengano richieste; poi si può acconsentire o meno. Per noi, però, la salvaguardia della window è un fatto importante e lo abbiamo ribadito». Continua Corrado: «Disney ha fatto sapere che il film non uscirà in home video prima della prima settimana di giugno; se così fosse siamo a ridosso delle 14 settimane; ci può stare. Ma non è un problema che riguarda solo Disney. Chi pensa di scendere sotto le 15 settimane lo deve dichiarare perché per noi quello rimane un limite sotto il quale non si può scendere senza discuterne. Piuttosto mi sorprende che anche in associazione e tra gli esercenti si sia criticata duramente Disney e lo stesso non accada per altri casi in cui la window è inferiore alle 15 settimane. The Space si muoverà per far valere la prassi consolidata della window in Italia»

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