L’arrivo – o meglio: il ritorno – di Oceania nelle sale, a partire da oggi 19 agosto 2026, riaccende inevitabilmente sotto i riflettori uno dei progetti più discussi della Disney contemporanea: la trasformazione dei suoi classici animati in remake e reinterpretazioni live-action. Croce e delizia degli appassionati, questi film hanno prodotto negli ultimi anni alcuni dei maggiori successi commerciali della Casa di Topolino, ma anche sonore bocciature. Alcuni hanno cercato di riprodurre quasi fedelmente l’originale, altri ne hanno modificato personaggi, temi e struttura; altri ancora hanno preferito raccontare la storia dal punto di vista dei cattivi, immaginare prequel o proseguire vicende concluse decenni prima.
Il fenomeno ha ormai vita lunga. La grande ondata moderna può essere fatta risalire al 2010, quando Tim Burton portò al cinema Alice in Wonderland, dimostrando quanto fosse grande il potenziale commerciale di una rilettura in carne e ossa dell’immaginario Disney. Ma quanti sono, davvero, i live-action Disney di questa nuova era? E soprattutto: ve li ricordate tutti? Di seguito li ripercorriamo in ordine cronologico di uscita, includendo non soltanto i remake più fedeli ma anche sequel, prequel e reinterpretazioni direttamente legate ai grandi classici animati Disney.
Tutti i remake live-action Disney usciti finora
Alice in Wonderland (2010)
Con Alice in Wonderland, Tim Burton inaugurò di fatto la stagione moderna delle grandi reinterpretazioni live-action Disney. Mia Wasikowska interpreta un’Alice ormai diciannovenne che torna nel Paese delle Meraviglie – qui chiamato Sottomondo – molti anni dopo la sua prima visita. Più che rifare il Classico Disney del 1951, il film ne immagina una sorta di continuazione, modificando profondamente il tono e trasformando Alice in un’eroina chiamata a sconfiggere il Ciciarampa. Accanto a lei troviamo il Cappellaio Matto di Johnny Depp, la Regina Rossa di Helena Bonham Carter e la Regina Bianca di Anne Hathaway. La critica rimase piuttosto fredda, mentre il pubblico contribuì a trasformarlo in un fenomeno commerciale: su Rotten Tomatoes registra circa 51% dalla critica e 55% dal pubblico.
Incasso mondiale: circa 1,025 miliardi di dollari.
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L’apprendista stregone (2010)
Nello stesso anno arrivò L’apprendista stregone, interpretato da Nicolas Cage e Jay Baruchel. È probabilmente il titolo più anomalo dell’intero gruppo: non rifà un intero Classico Disney, ma prende ispirazione dal celeberrimo segmento de L’apprendista stregone di Fantasia, quello con Topolino e le scope animate. Il film trasferisce l’idea nella New York contemporanea e la trasforma in un’avventura fantasy in cui il potente mago Balthazar Blake deve addestrare il giovane Dave Stutler per affrontare antichi nemici. L’accoglienza fu tiepida, con circa 40% dalla critica e 53% dal pubblico su Rotten Tomatoes, e il film non generò il franchise che Disney probabilmente sperava di costruire.
Incasso mondiale: circa 215 milioni di dollari.
Maleficent (2014)
Con Maleficent, Disney cambiò strategia. Invece di riproporre semplicemente La bella addormentata nel bosco, il film racconta la fiaba dal punto di vista della sua antagonista. Angelina Jolie interpreta una Malefica molto diversa dalla villain del Classico del 1959: tradita e ferita, maledice la giovane Aurora, ma finisce progressivamente per sviluppare nei suoi confronti un rapporto affettivo. La revisione del personaggio divise la critica, che lo accolse con circa 54% di recensioni positive, mentre il pubblico fu più favorevole, intorno al 70%. Il risultato economico dimostrò però che la formula funzionava.
Incasso mondiale: circa 758 milioni di dollari.
Cenerentola (2015)
Kenneth Branagh scelse una strada molto più tradizionale con Cenerentola. Lily James veste i panni di Ella, Cate Blanchett quelli della matrigna Lady Tremaine e Richard Madden interpreta il Principe. Pur rimanendo sorprendentemente fedele al Classico animato del 1950, il film approfondisce i personaggi e concede maggiore spazio al rapporto tra Cenerentola e il Principe prima del celebre ballo. Fu una delle reinterpretazioni Disney meglio accolte del periodo: circa 84% dalla critica e 78% dal pubblico su Rotten Tomatoes.
Incasso mondiale: circa 543 milioni di dollari.
Il libro della giungla (2016)
Con Il libro della giungla, Jon Favreau dimostrò quanto la CGI potesse spingersi vicino al fotorealismo. Neel Sethi è praticamente l’unico attore in carne e ossa, circondato da animali digitali doppiati nella versione originale da star come Bill Murray, Ben Kingsley, Idris Elba e Lupita Nyong’o. Il film recupera numerosi elementi del Classico del 1967, comprese alcune canzoni, ma reinserisce anche tonalità più vicine al romanzo di Rudyard Kipling. Il risultato fu un successo quasi unanime: 94% dalla critica e 86% dal pubblico, rendendolo uno dei live-action Disney più apprezzati in assoluto.
Incasso mondiale: circa 967 milioni di dollari.
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Alice attraverso lo specchio (2016)
Sei anni dopo il primo film, Alice tornò nel Sottomondo con Alice attraverso lo specchio. Questa volta alla regia non c’è Tim Burton, rimasto produttore, ma James Bobin. Alice deve viaggiare attraverso il tempo per salvare il Cappellaio Matto, incontrando il personaggio di Tempo interpretato da Sacha Baron Cohen. Il film amplia il passato della Regina Rossa e della Regina Bianca, ma non riuscì a replicare il successo del predecessore. La critica lo bocciò nettamente, con circa 29%, mentre il pubblico arrivò intorno al 48%.
Incasso mondiale: circa 300 milioni di dollari.
Il drago invisibile (2016)
Tra i remake meno ricordati di questa stagione c’è Il drago invisibile, nuova versione del film Disney del 1977. La storia segue il piccolo Pete, che vive nei boschi insieme al gigantesco drago verde Elliott. Rispetto all’originale, il remake abbandona quasi completamente l’impostazione musicale e punta su una dimensione più intima e malinconica. Non fu un enorme successo al botteghino, ma piacque molto alla critica: circa 88% di recensioni positive, contro un 72% del pubblico.
Incasso mondiale: circa 144 milioni di dollari.
La bella e la bestia (2017)
Uno dei passaggi decisivi dell’intero progetto Disney arrivò con La bella e la bestia, diretto da Bill Condon e interpretato da Emma Watson e Dan Stevens. Il film riproduce molto da vicino il Classico animato del 1991, comprese le canzoni di Alan Menken e Howard Ashman, aggiungendo però nuovi brani e alcuni approfondimenti sul passato di Belle e della Bestia. La fedeltà all’originale fu contemporaneamente il suo punto di forza e una delle principali critiche ricevute. Rotten Tomatoes registra circa 71% dalla critica e 79% dal pubblico. Al botteghino fu un successo clamoroso invece.
Incasso mondiale: circa 1,26 miliardi di dollari.
Ritorno al Bosco dei 100 Acri (2018)
Ritorno al Bosco dei 100 Acri, titolo italiano di Christopher Robin, non è un remake vero e proprio. Immagina invece cosa sarebbe successo se Christopher Robin fosse diventato adulto, avesse messo da parte l’immaginazione e fosse stato costretto a ritrovare Winnie the Pooh e i suoi vecchi amici. Ewan McGregor interpreta Christopher in una storia che unisce nostalgia, malinconia e commedia familiare. Il film fu accolto positivamente: circa 73% dalla critica e 83% dal pubblico.
Incasso mondiale: circa 198 milioni di dollari.
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Dumbo (2019)
Tim Burton tornò nell’universo Disney con Dumbo, rifacimento del Classico del 1941. Poiché l’originale animato durava appena poco più di un’ora, il remake amplia enormemente la storia introducendo numerosi personaggi umani. Colin Farrell interpreta Holt Farrier, mentre Michael Keaton è l’impresario V.A. Vandevere. Il tenero elefantino volante rimane naturalmente al centro della vicenda, ma l’accoglienza fu modesta: circa 46% dalla critica e 47% dal pubblico.
Incasso mondiale: circa 353 milioni di dollari.
Aladdin (2019)
Pochi mesi dopo fu il turno di Aladdin, diretto da Guy Ritchie. Mena Massoud interpreta Aladdin, Naomi Scott è Jasmine e Will Smith affronta il difficile compito di raccogliere l’eredità del Genio reso immortale da Robin Williams. Il remake segue abbastanza fedelmente il film del 1992, ma concede più spazio a Jasmine, attribuendole ambizioni politiche e una nuova canzone, Speechless. La critica fu piuttosto tiepida, intorno al 57%, mentre il pubblico reagì in maniera molto più calorosa, con circa 89%. Anche il botteghino diede ragione a Disney.
Incasso mondiale: circa 1,05 miliardi di dollari.
Il re leone (2019)
Sempre Jon Favreau diresse Il re leone, remake quasi scena per scena del capolavoro animato del 1994. Chiamarlo “live-action” è tecnicamente discutibile, dal momento che personaggi e ambientazioni sono quasi interamente creati al computer. Disney lo ha però sempre inserito nella propria linea di reinterpretazioni fotorealistiche. La storia di Simba, Mufasa e Scar cambia pochissimo rispetto all’originale. Ed è proprio questa fedeltà quasi assoluta a dividere la critica: 52% su Rotten Tomatoes, contro un decisamente più favorevole 82% del pubblico. Dal punto di vista commerciale, invece, fu uno dei più grandi successi della storia Disney.
Incasso mondiale: circa 1,66 miliardi di dollari.
Maleficent – Signora del male (2019)
Il successo del primo Maleficent portò al sequel Maleficent – Signora del male. Angelina Jolie torna nel ruolo della protagonista, mentre Michelle Pfeiffer interpreta la Regina Ingrith. Il matrimonio tra Aurora e Filippo diventa l’innesco di uno scontro tra umani e creature fatate, mentre Malefica scopre nuove informazioni sulle proprie origini. La critica fu severa, fermandosi intorno al 40%, ma il pubblico lo accolse con entusiasmo: circa 89%.
Incasso mondiale: circa 492 milioni di dollari.
Lilli e il vagabondo (2019)
Con Lilli e il vagabondo, Disney inaugurò anche la strada dei remake pensati direttamente per Disney+. La storia rimane quella del Classico del 1955: Lilli, raffinata cagnolina domestica, incontra il randagio Biagio e scopre una realtà molto diversa da quella a cui è abituata. Il film combina cani reali ed effetti digitali e modifica alcuni elementi dell’originale considerati ormai datati. La ricezione fu discreta dalla critica, circa 67%, ma più debole tra il pubblico, intorno al 49%.
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Mulan (2020)
Mulan avrebbe dovuto essere uno dei grandi blockbuster Disney del 2020, ma la pandemia cambiò completamente il destino del film. Interpretata da Liu Yifei, questa nuova versione abbandona quasi interamente l’impostazione musicale del Classico del 1998: niente canzoni eseguite dai personaggi e, soprattutto, niente Mushu. L’obiettivo era avvicinare il racconto a un grande film epico e marziale. La critica lo accolse abbastanza positivamente, circa 71%, mentre il pubblico fu molto più freddo, circa 46%. La distribuzione ibrida tra sale e Premier Access su Disney+ rende però impossibile confrontarne direttamente gli incassi con gli altri titoli.
Incasso mondiale: circa 70 milioni di dollari
Crudelia (2021)
Con Crudelia, Disney tornò alla formula dell’origin story del villain già sperimentata con Maleficent. Emma Stone interpreta una giovane Estella nella Londra degli anni Settanta, aspirante stilista destinata a trasformarsi nella Crudelia De Mon conosciuta ne La carica dei 101. Emma Thompson è invece la temibile Baronessa von Hellman. Il film cambia radicalmente il contesto del personaggio e costruisce una storia autonoma dal tono punk e fashion. Fu accolto bene: circa 75% dalla critica e 91% dal pubblico, uno dei divari positivi più evidenti della saga.
Incasso mondiale: circa 234 milioni di dollari
Pinocchio (2022)
Robert Zemeckis diresse Pinocchio, con Tom Hanks nei panni di Geppetto e Benjamin Evan Ainsworth come voce del protagonista. Il film riprende molto da vicino il Classico del 1940, ricreandone personaggi iconici come il Grillo Parlante e la Fata Azzurra, ma aggiunge anche nuove situazioni e modifica alcuni passaggi della parte finale. Fu una delle reinterpretazioni Disney peggio accolte: circa 27% sia dalla critica sia dal pubblico.
Peter Pan & Wendy (2023)
David Lowery, già autore de Il drago invisibile, firmò Peter Pan & Wendy, nuova rilettura del Classico del 1953. Ever Anderson interpreta Wendy, Alexander Molony è Peter Pan e Jude Law veste i panni di Capitan Uncino. Il remake tenta soprattutto di approfondire il rapporto tra Peter e Uncino, dando al loro conflitto una componente più personale. La critica fu moderatamente positiva, circa 63%, ma il pubblico di Rotten Tomatoes reagì molto negativamente, fermandosi intorno all’11%.
La sirenetta (2023)
Con La sirenetta, Halle Bailey raccolse l’eredità di Ariel, affiancata da Jonah Hauer-King nel ruolo di Eric, Javier Bardem in quello di Re Tritone e Melissa McCarthy nei panni di Ursula. Il remake conserva le canzoni più celebri del Classico del 1989, aggiungendo nuovi brani e ampliando il rapporto tra Ariel ed Eric. Alcuni personaggi e passaggi narrativi vengono inoltre aggiornati. L’accoglienza della critica fu discreta, circa 67%, mentre il dato del pubblico su Rotten Tomatoes si attestò intorno al 57%.
Incasso mondiale: circa 570 milioni di dollari
Mufasa: Il re leone (2024)
Mufasa: Il re leone rappresenta un caso particolare: non rifà un altro Classico, ma espande direttamente l’universo del Re Leone fotorealistico del 2019. Diretto da Barry Jenkins, racconta attraverso un lungo flashback l’infanzia di Mufasa, il suo incontro con Taka – futuro Scar – e gli eventi che lo porteranno a diventare il sovrano delle Terre del Branco. La critica reagì in maniera piuttosto tiepida, circa 56%, mentre il pubblico fu decisamente più favorevole, intorno all’80%. Dopo una partenza non travolgente, il film mostrò una notevole tenuta al box office.
Incasso mondiale: circa 723 milioni di dollari.
Biancaneve (2025)
Pochi remake Disney hanno attraversato una produzione e una distribuzione travagliate quanto Biancaneve. Rachel Zegler interpreta la principessa, Gal Gadot la Regina Cattiva. Il film riprende il primo lungometraggio animato della storia Disney, uscito nel 1937, ma modifica diversi elementi: Biancaneve viene caratterizzata come futura leader del regno, viene introdotto il nuovo personaggio di Jonathan e la componente romantica viene ripensata. Il risultato non ha convinto né la critica né una larga parte del pubblico: circa 39% di recensioni positive dalla critica e 20% dal pubblico su Rotten Tomatoes. Anche commercialmente il film è rimasto molto lontano dai grandi successi della linea live-action.
Incasso mondiale: circa 206 milioni di dollari
Lilo & Stitch (2025)
Pochi mesi dopo, Lilo & Stitch ha dimostrato invece che il pubblico non aveva affatto perso interesse per i remake Disney. Maia Kealoha interpreta Lilo, mentre Stitch mantiene il design fortemente legato al personaggio animato del 2002. Il cuore della storia resta il rapporto tra Lilo, la sorella Nani e l’esperimento alieno 626, anche se il remake introduce diverse modifiche alla trama e al ruolo di alcuni personaggi secondari. Le recensioni sono state generalmente positive: circa 72% dalla critica e 82% dal pubblico. Il vero dato clamoroso è arrivato però dal botteghino.
Incasso mondiale: circa 1,04 miliardi di dollari.
Oceania (2026)
E arriviamo infine a Oceania, remake live-action del film animato del 2016 e uno degli esempi più estremi della nuova strategia Disney: tra l’originale e la sua reinterpretazione in carne e ossa è trascorso appena un decennio. Catherine Laga’aia interpreta Vaiana, mentre Dwayne Johnson torna nel ruolo di Maui, già doppiato da lui nella versione originale. La storia ripercorre il viaggio della giovane protagonista attraverso l’oceano per restituire il cuore di Te Fiti e salvare la propria isola. Proprio la vicinanza cronologica al film animato ha riacceso il dibattito sull’effettiva necessità dei remake Disney. La risposta della critica è stata infatti molto più severa rispetto a quella degli spettatori: al momento il film registra circa 32% dalla critica contro 77% dal pubblico su Rotten Tomatoes. Ora la sua corsa cinematografica passa dall’Italia.
Incasso mondiale al 19 agosto 2026: circa 294 milioni di dollari.
Live-action Disney: macchina da miliardi o nostalgia fuori controllo?
Guardando l’elenco completo emerge soprattutto una cosa: parlare genericamente di “remake Disney” significa in realtà mettere insieme film molto diversi. Ci sono rifacimenti quasi filologici, come La bella e la bestia e Il re leone; riletture molto più radicali, come Maleficent e Crudelia; sequel come Alice attraverso lo specchio e Mufasa; esperimenti destinati direttamente allo streaming come Pinocchio e Peter Pan & Wendy. Anche il rapporto con il pubblico è tutt’altro che uniforme. Il libro della giungla rimane uno dei rari casi capaci di mettere d’accordo quasi tutti, mentre film come Aladdin, Il re leone, Maleficent – Signora del male e ora Oceania mostrano una distanza considerevole tra giudizio della critica e gradimento degli spettatori.
Il dato più difficile da ignorare resta però quello economico. Alice in Wonderland, La bella e la bestia, Aladdin, Il re leone e Lilo & Stitch hanno tutti superato il miliardo di dollari mondiale. Una serie di risultati sufficienti a spiegare perché, nonostante polemiche, flop e accuse di eccessiva nostalgia, Disney continui a tornare al proprio catalogo. E con Oceania, il dibattito è ufficialmente ricominciato.
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