«Un capolavoro segreto»: questa dimenticata serie tratta da un libro di Stephen King è una gemma da riscoprire
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«Un capolavoro segreto»: questa dimenticata serie tratta da un libro di Stephen King è una gemma da riscoprire

Accolto tiepidamente alla sua uscita, questo adattamento è riuscito a distinguersi ed elevarsi nel vasto mare degli show televisivi d'autore

«Un capolavoro segreto»: questa dimenticata serie tratta da un libro di Stephen King è una gemma da riscoprire

Accolto tiepidamente alla sua uscita, questo adattamento è riuscito a distinguersi ed elevarsi nel vasto mare degli show televisivi d'autore

serie basata su un libro di Stephen King

Quattro anni fa debuttava sul piccolo schermo una serie basata sul romanzo più intimo e personale di Stephen King, il quale non ha esitato a definirlo come la sua opera preferita tra tutte quelle realizzate nella sua lunghissima carriera.

Stiamo parlando di La storia di Lisey, romanzo pubblicato nel 2006 e adattato nel 2021 da Apple TV+ in una miniserie in otto episodi la quale, pur non essendo tra le più note, può tranquillamente essere considerata una gemma, se non un capolavoro. Una serie che, quattro anni dopo la sua uscita, merita di essere riscoperta dall’alto della storia intima, onirica, emotivamente devastante incentrata su una donna che affronta il lutto, il trauma e… un mondo parallelo che nasce dalla mente creativa e tormentata del marito defunto. 

Per King, La storia di Lisey è un’opera profondamente personale, nata dopo una grave operazione nel 2003 che l’ha spinto a interrogarsi su cosa rimanga di un autore dopo la morte, e chi sarà chiamato a custodirne le storie e le parole. Da questo spunto nasce il viaggio di Lisey Landon, vedova dello scrittore Scott Landon, che si ritrova costretta a confrontarsi con i fantasmi – reali e interiori – lasciati dall’uomo che ha amato.

Ed è proprio questa la forza della serie, che si presenta come un horror psicologico che si muove tra le pieghe del dolore, della memoria e della creatività, più che tra spaventi e jump scare. Scritta interamente da King e diretta con tocco visionario da Pablo Larraín, La storia di Lisey si distingue da ogni altro adattamento kinghiano per il tono letterario, la struttura emotiva stratificata e l’ambizione visiva, dando vita ad una miniserie poco “mediatica”, lenta ma coinvolgente, che si prende tutto il tempo per scavare nella psiche dei suoi personaggi.

Julianne Moore offre una delle sue performance più intense nel ruolo di Lisey. Attraverso sguardi, silenzi e movimenti impercettibili, riesce a raccontare il crollo e la ricostruzione emotiva di una donna costretta a entrare in contatto con i lati più oscuri e magici della mente di suo marito. Al suo fianco, un cast di grande calibro, che vede Clive Owen, Jennifer Jason Leigh, Joan Allen e un inquietante Dane DeHaan, perfetto nel ruolo dello stalker fanatico. Le loro interazioni rendono palpabile la tensione emotiva, dando spessore anche ai momenti più surreali.

Ma La storia di Lisey non è per tutti. Il ritmo lento, l’intreccio narrativo che si muove su più piani temporali, il linguaggio a tratti criptico e le visioni allegoriche – come il misterioso regno di Boo’ya Moon- possono disorientare chi si aspetta una narrazione horror più convenzionale. Eppure è proprio qui che la serie trova la sua identità: un horror letterario che, come The Leftovers o Men di Alex Garland, preferisce interrogare l’anima invece che far sobbalzare dalla sedia.

Dopo una tiepida accoglienza iniziale, la serie ha cominciato a raccogliere molti estimatori silenziosi, soprattutto tra i fan di King, spettatori in cerca di qualcosa di diverso, appassionati di drammi psicologici con una componente soprannaturale profonda. Ogni rewatch rivela nuovi livelli di significato, nuove connessioni emotive. La serie diventa così una sorta di elegia visiva sulla perdita, sull’arte e sul lascito personale.

È impossibile ignorare la mano di King in tutto questo. A differenza di altri adattamenti che semplificano o alterano la materia originale, qui lo scrittore ha mantenuto il controllo creativo su ogni dettaglio. Dai neologismi ai salti temporali, fino ai temi più intimi – amore, lutto, memoria – tutto rispecchia l’anima del romanzo, regalando una fedeltà rara, che rende La storia di Lisey una delle trasposizioni più pure e sentite della sua carriera.

La storia di Lisey è in streaming su Apple TV+.

Cosa ne pensate? Fatecelo sapere nei commenti!

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Foto: Ulf Andersen / Getty Images / Apple TV

Fonte: CBR

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