Il risveglio. Di colpo. Dove? Di sicuro fa caldo. Il cerchio alla testa è colpa della sbronza di ieri sera. Dove, quindi? Da qualche parte in Thailandia, a Bangkok o giù di lì, ma era previsto che fosse un resort di lusso, non questa bettola. Che diavolo…? Che cosa sono quei muri scrostati, e soprattutto quegli scarafaggi? Il risveglio è esattamente come l’altra volta. O quasi. Perché fa decisamente troppo caldo. C’è un’umidità intollerabile: tutti sudati, ancora intorpiditi dopo il brusco risveglio, e bisogna capirci qualcosa, al più presto, anzi no subito, se solo il mal di testa desse un attimo di tregua… Una sola cosa è certa: è stata un’altra Notte da leoni, ed è ancora più incasinata della prima. E ora bisogna – no: è necessario – assolutamente capirci qualcosa.
Un passo indietro per i non “iniziati”. I boom cinematografici degli ultimi anni parevano procedere tranquilli, tra cinecomic (in crescita), maghetti (quasi al capolinea), vampiri (stazionari, almeno ancora per un po’), e insomma ben poche sorprese. Poi, improvvisamente, ecco che arriva un oggetto strano a riempire le sale (non solo di teenager armati di popcorn), le rubriche di costume su quotidiani e magazine di mezzo mondo, persino i famigerati dibattiti del dopo-cinema. Forse anche voi avete litigato con qualcuno quando uscì Una notte da leoni. Perché quel film è sfuggito al controllo di molti: sulla carta doveva essere un buddy movie come tanti, ed eccolo invece diventare materia incandescente, film di culto, pass immaginifico per l’immedesimazione della nuova generazione (maschile, certo, ma non solo)…
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