Ha appena trovato una distribuzione italiana, mentre il giorno da Natale uscirà nei cinema danesi. Ma in America c’è chi ha visto un’anteprima di Nymphomaniac, film scandalo di Lars Von Trier che arriverà nelle sale in due versioni, una più soft e l’altra decisaente più esplicita. Quella che i critici americani hanno visto era quella censurata, ma nonostante questo le critiche che ha ricevuto sono state per la maggior parte positive. E anche sorprendenti sotto un certo punto di vista, perché descrivono un film diverso da quello così controverso e provocatore che ci si aspetterebbe. Boyd Van Hoeij di Indiwire, ad esempio, parla di «un lavoro senza dubbio importante, che sintetizza le idee di Von Trier in una ambiziosa e tentacolare favola cinematografica (il film è diviso in otto capitoli, NdR). L’aspetto più interessante del film non è il sesso esplicito – la pellicola contiene più peni di qualsiasi altro film che non sia pornografico -, ma come la sessualità viene raccontata e capita».

Parole positive anche da parte di Peter Debruge di Variety: «Von Trier vuole shockare, provocare ma soprattutto illuminare il pubblico: il suo è un film anzitutto intellettuale, con molti riferimenti all’arte, alla religione e alla letteratura, anche se insiste su sequenze tipiche del porno. Se l’biettivo è quello di trovare immagini veramente esplicite, Google è senza dubbio una risorsa migliore. Jo (Charlotte Gainsburg) è un personaggio tragico: il contatto fisico di cui ha bisogno è sintomo di una profonda solitudine».

Parlando della performance dell’attrice, Todd McCarthy di The Hollywood Reporter non è altrettanto tenero: «Nonostante si passi quattro ore insieme a lei, il personaggio risulta sempre troppo opaco. Eccetto le sequenze in cui la vediamo con il padre, per il resto è sempre al centro di sequenze di sesso. Non ha nessun altro interesse, e risulta narcisista».

Questa, invece, l’opinione di Dave Calhoun di Time Out London: «Nymphomaniac è un’orgia tra il sublime e il ridico. Caotico e nemmeno troppo bello, il film ha uno spirito più punk di Idiots o Dogville, ma è meno brillante di drammi come Melancholia o Antichrist».

Entusiasta, infine, Xan Brooks di The Guardian: «Prendete la mano del vostro vicino, tenetevi alla sedia, abbracciate la Bibbia: Nymphomaniac di Lars Von Trier colpisce al cuore e intenerisce l’anima. Fa riflettere ed è estremamente affascinante; è un film sul sesso che di proposito non vuole essere sexy».

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