Il successo de Il castello dell’infinito al botteghino sta riportando Demon Slayer al centro delle conversazioni: la saga è di nuovo sulla bocca di tutti, molti spettatori stanno recuperando l’anime dall’inizio e, inevitabilmente, tornano in auge teorie e ipotesi dei fan sui misteri più discussi. Uno dei più affascinanti riguarda il destino di Tanjiro Kamado, protagonista che riesce a sfuggire a una maledizione che sembra invece segnare irrimediabilmente il fato degli Hashira.
Secondo quanto narrato nel manga di Koyoharu Gotouge, chi risveglia il marchio degli ammazzademoni ottiene enormi poteri, ma a un prezzo altissimo: la vita si spegne inevitabilmente prima dei 25 anni. Nell’arco narrativo del Castello Infinito, quasi tutti i pilastri arrivano a sbloccare questo potere, affrontando i demoni più forti a costo della propria sopravvivenza. Il risultato è che la maggior parte di loro non riesce a vedere la fine della battaglia, lasciando solo due Hashira in vita: Sanemi Shinazugawa e Giyu Tomioka. La contraddizione emerge però nel destino di Tanjiro, che nonostante il marchio riesce a vivere una lunga vita.
Una teoria elaborata dai fan prova a dare una spiegazione: l’unico precedente nella storia a rompere la maledizione era stato Yoriichi Tsugikuni, guerriero leggendario e creatore della Respirazione del Sole. La sua eccezionale forza gli permise di sopravvivere oltre il limite, e lo stesso varrebbe per Tanjiro. Il giovane protagonista, infatti, oltre ad aver risvegliato il marchio, indossa gli orecchini Hanafuda ereditati dalla famiglia, dono diretto di Yoriichi. Ma soprattutto conosce e pratica la Respirazione del Sole, tecnica che secondo la teoria proteggerebbe dall’effetto letale del marchio. Questo dettaglio, assente negli altri Hashira, giustificherebbe il suo destino diverso.
Gli altri pilastri, al contrario, avrebbero risvegliato il marchio solo in condizioni estreme, spesso dopo esperienze vicine alla morte e un improvviso innalzamento della temperatura corporea, senza alcuna preparazione o conoscenza delle reali conseguenze. Un potere acquisito in maniera forzata e istintiva, quindi, che non garantiva alcuna protezione dalla maledizione.
Il discorso si complica con alcune eccezioni. Sanemi e Giyu, pur avendo risvegliato il marchio durante i duelli contro Kokushibo e Akaza, erano ancora ventunenni al termine della guerra: in teoria restavano loro quattro anni di vita prima del compimento dei 25. Più singolare ancora il caso di Tengen Uzui, che dopo lo scontro con Gyutaro scelse di ritirarsi dalla squadra: non avendo mai risvegliato il marchio, è riuscito a condurre una vita più lunga insieme alle sue tre mogli.
Questa teoria resta comunque una speculazione dei fan, priva di conferme ufficiali da parte di Gotouge. Offre però una chiave suggestiva per spiegare perché Tanjiro sia uno dei pochissimi a scampare al destino comune, e contribuisce a mantenere viva la discussione attorno a Demon Slayer proprio mentre la saga conquista nuovamente pubblico e incassi.
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