Prosegue lo “scontro” tra Angelina Jolie e il magazine Vanity Fair. Come potete leggere nel dettaglio qui, l’attrice aveva accusato il periodico di aver alterato le proprie dichiarazioni in merito ai metodi con cui erano stati condotti i casting per il suo nuovo film da regista, Per primo hanno ucciso mio padre, ambientato in Cambogia e incentrato sul terrificante regime imposto dagli Khmer Rossi intorno agli anni ’70. 

La risposta di Vanity Fair – che ha dedicato alla star la propria cover story di settembre – non si è fatta attendere. Il magazine, dopo aver riascoltato attentamente la registrazione dell’intervista curata dall’editor Evgenia Peretz, ha contrattaccato, dichiarando testuali parole: «V.F. sta al fianco della Perez e conferma la storia così come pubblicata».

Vanity Fair, sul proprio sito, ha riportato inoltre di essere stata contattata dall’avvocato della Jolie lo scorso 1 agosto, il quale ha intimato al magazine di pubblicare una rettifica e di scusarsi ufficialmente per quanto accaduto (richiesta di rettifica che il periodico ha perfino pubblicato). Per tutta risposta V.F. ha pubblicato integralmente il testo della registrazione, che potete leggere qui, e di cui vi riportiamo uno stralcio: «Non si è trattato di una vera e propria audizioneAbbiamo organizzato una sorta di gioco, in cui non potevano vedermi e loro non sapevano esattamente cosa stavano facendo, che in pratica consisteva in questo: “Adesso arriva una telecamera e vogliamo fare un gioco con voi. Metteremo dei soldi sul tavolo. Voi pensate a cosa vorreste fare con quei soldi”. Alcune volte erano soldi, altre volte un biscotto…(ride). “E poi prendeteli!” e loro alla fine li prendevano. Poi noi andavamo a cercarli: “Veniamo a scovarvi e voi dovete mentire provando a convincerci che non li avete toccati”». 

A questo punto non resta che attendere la replica della Jolie, anche se in effetti il testo trascritto non lascia molto spazio all’interpretazione…

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