La conferenza Stampa di Venezia72 si apre con una bella e inaspettata notizia: sabato 5 settembre a mezzanotte, in sala Darsena, verrà reso omaggio al grande regista Wes Craven, scomparso pochi giorni fa. Stampa e pubblico potranno assistere, gratuitamente, alla proiezione di Nightmare, un classico dell’horror che ha fatto la storia del cinema, oltre che quella del genere.

«Renderemo omaggio a un grande regista, con un grande film. La proiezione sarà aperta a tutti, spargete voce». Queste le parole, accolte da uno scroscio di applausi, del Direttore della Mostra del Cinema Alberto Barbera.

Seduti a fianco a lui ci sono Paolo Baratta, il Presidente della Biennale di Venezia – che si dichiara non disposto a rispondere a domande riguardanti “il buco” (riferendosi alla voragine che da alcuni anni si trova affianco al palazzo del cinema, risultato di un’area nella quale scavando fu trovato amianto, mai del tutto bonificato…) – e i presidenti delle varie giurie.

Francesco Patierno è il presidente di giuria di Venezia Classici. Insieme a 26 studenti di 13 atenei italiani dovrà decretare il miglior film e il miglior documentario classico. «Se non altro non ci aspettano brutte sorprese – ironizza – ma la cosa più bella è dare la possibilità a questi studenti di vedere restaurati, e sul grande schermo, film che hanno fatto e continuano a fare la storia.»

Saverio Costanzo, lo scorso anno in concorso con il suo Hungry Hearts , è il presidente di giuria di Opera Prima: si troverà a dover scegliere tra 22 debutti.

Il regista Jonathan Demme è presidente di Orizzonti. «Ci tengo a precisare che Orizzonti non è una competizione di serie B – dice Barbera – ma l’altra faccia della medaglia della Mostra del Cinema.»  Dal canto suo Demme sembra già avere le idee molto chiare: «Premieremo il film che ci colpirà l’anima. Siamo alla ricerca di passione e impegno.»

Infine, Alfonso Cuarón è il presidente della giuria che dovrà scegliere il miglior film in Concorso, a cui verrà assegnato il Leone d’oro. Insieme a lui Elizabeth Banks, Emmanuel Carrère, Nuri Bilge Ceylan, Hou Hsiao-hsien, Diane Kruger, Francesco Munzi, Pawel Pawlikowski, e Lynne Ramsay (che Barbera dimentica di nominare, passando i successivi due minuti a scusarsi mortificato).
«Non ho una idea precisa di quello che vorrei vedere, e vorrei premiare, ma penso sia giusto così – dice il regista Messicano -. Mi avvicinerò ai film con innocenza, e con la stessa innocenza voglio essere sorpreso.»

Ma qual è il fil rouge di questa edizione? L’esigenza dei registi di confrontarsi con la realtà: quasi tutti i film sono ispirati a storie vere o raccontano fatti contemporanei. «Non è una crisi di creatività, ma una esigenza.» Dichiara Barbera: «C”è il forte bisogno di riflettere su un mondo di cui abbiamo ormai perso il controllo. I registi di quest’anno vogliono farci riflettere sui problemi collettivi o individuali. È un richiamo ad attrezzarci.»

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Foto: Getty Images

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