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«Con questa edizione comincia un nuovo ciclo per il festival di Venezia». Lo ha sottolineato il nuovo direttore Alberto Barbera (il cui primo mandato in Laguna risale in realtà al 1999) alla Conferenza stampa d’apertura della 69esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica, alla quale hanno preso parte anche il presidente della Biennale Paolo Baratta e i presidenti delle giurie Venezia 69 Michael Mann, Orizzonti Pierfrancesco Favino e Venezia Opera Prima Shekhar Kapur.

E una delle novità di questa svolta è la numerosa presenza femminile. Anche se non è stata una missione, piuttosto un risultato frutto di una più generale transizione sociale: «Ho ribadito più volte che non abbiamo riservato delle “quote rosa”. Una volta selezionati i film ci siamo resi conto che un terzo dei titoli è diretto da una donna (a cominciare dal film di apertura, Il fondamentalista riluttante di Mira Nair, ndr). Credo semplicemente che sia un segno dei tempi che cambiano. In tutti gli ambiti le donne occupano posizioni sempre più importanti e anche il cinema, per tradizione un ambiente maschilista, si è aperto maggiormente alla creatività al femminile».

Seconda novità di punta è «l’arrivo anche a Venezia di un mercato. Ci siamo accorti che gli operatori commerciali, negli ultimi anni, avevano smesso di venire a Venezia. La Creazione di un mercato dei film anche qui, dopo i buoni risultati ottenuti da altri festival come Cannes, Berlino e Toronto, ci è sembrata fondamentale per sostenere il cinema d’autore e d’arte che, in un periodo di crisi economica come quello attuale, è il settore più a rischio» ha evidenziato Barbera.

Inedita è anche la sigla che precede le proiezioni veneziane quest’anno, realizzata dall’artista del cinema d’animazione italiano Simone Massi, al quale il festival dedicherà una retrospettiva e che si è ispirato a La nave va di Fellini.

Le frecciatine arrivate dai giornalisti in sala, riguardo la mancata rappresentanza di alcune Nazioni tra i film del concorso, hanno invece dato l’occasione al team dirigenziale della Mostra di ribadire i numeri del festival: «Avere 18 film in gara (nella competizione principale, ndr) non consente di poter avere un rappresentante per ciasun Paese del mondo. D’altra parte al Festival sono presenti con le loro opere 41 Paesi, contro i 35 dello scorso anno».

I presidenti di giuria, infine, hanno svelato le prime emozioni del lavoro “dall’altro lato della barricata” della Mostra, che spesso li ha visti protagonisti in gara. «E’ un sollievo» ha ammesso Favino. Mann ha sintetizzato: «In definitiva siamo anche noi un pubblico e di film innovativi per temi e linguaggio». Mentre Kapur ha sviscerato la «sottile linea che corre tra opinione, giudizio e pregiudizio. Essere un giurato significa innanzitutto lasciare alle spalle qualunque pregiudizio».

Ecco alcune foto scattate da Best Movie questa mattina, che immortalano gli ultimi preparativi sul red carpet della 69esma Mostra di Venezia:

Vi ricordiamo che Best Movie è, come sempre, in distribuzione nei luoghi caldi del Festival di Venezia e garantirà un aggiornamento 24 ore su 24 su www.bestmovie.it con una sezione ad hoc. Alla Mostra (come anche nei multiplex di tutta Italia, dove Best Movie è presente con l’edizione omaggio pocket), la cover story-preview sarà dedicata a Cogan – Killing Them Softly, il film con protagonista Brad Pitt presentato a Cannes e sui nostri schermi a ottobre. Scopri le edizioni di Best Movie di settembre

(Foto apertura Getty Images)

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