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Terrence Malick è un regista, un uomo avvolto nel mistero. Non legge le recensioni dei suoi film («perché è sommerso di lavoro» come raccontano i suoi collaboratori), non concede interviste da 29 anni, non vuole essere fotografato e il suo studio è off-limits per chiunque. Lo scorso giugno un video che lo ritraeva casualmente ha fatto il giro del mondo. Qui, alla 69esima Mostra di Venezia, dove presenta – in gara per il Leone d’Oro – To the Wonder (leggi la recensione), non c’è. Almeno stando al suo entourage. Eppure tra le poltrone delle varie sale e le postazioni della sala stampa, ai banconi dei bar e nei negozi serpeggia sempre la stessa voce: «Malick è qui e indossa un cappello»… Come se un’allucinazione collettiva avesse colpito Venezia nel ricordo dell’ormai sua ultima e leggendaria foto.

Accade sempre, quando una sua opera viene proiettata a un Festival… D’altra parte c’è chi dice di aver percepito la sua presenza, come una magia, durante la proiezione riservata ai giornalisti di questa mattina e lo confessa in conferenza stampa, dove a fare le sue veci si sono presentati i produttori Sarah Green e Nicolas Gonda, il distributore italiano Paolo Del Brocco, l’attrice nostrana Romina Mondello (che nel film ha un piccolo ruolo), ma soprattutto la vera protagonista dell’opera Olga Kurylenko. Eh già, a dispetto degli altisonanti nomi dei suoi più illustri colleghi, che non hanno presenziato al lido per altri impegni professionali, e in barba all’unica immagine rilasciata del film (che ritrae Ben Affleck e Rachel McAdams), è proprio la ex Bond Girl (Quantum of Solace), che nel 2012 sembra essere davvero esplosa come attrice (nei prossimi mesi la vedremo in Oblivion, accanto a Tom Cruise, in Seven Psychopaths con Colin Farrell e The Expatriate insieme ad Aaron Eckhart), la star del film.

E proprio le parole dell’interprete fomentano l’aura di mistero e magia che già circonda il regista: «Alla mia audizione Malick era presente, ma è entrato nella stanza senza che io me ne accorgessi – ricorda la Kurylenko -. Quando mi ha parlato, ho sentito subito che tra noi c’era una sorta di connessione. Dal suo modo di rivolgersi a me, ho capito che avremmo lavorato insieme: ero già uno dei suoi personaggi. Ha adattato Marina a me. Sapeva chi sono, pur avendomi parlato una sola volta. Forse è un veggente. Per prepararmi ha voluto che rileggessi tre romanzi: L’idiota e I fratelli Karamàzov di Dostoevskij e Anna Karenina di Tolstoj (ai quali il film si lega per affinità nell’esplorazione dell’animo umano, ndr). Una volta sul set, tra noi si è manifestata una telepatia immediata. Sapevo esattamente quello che voleva, anche se quando non mi si rivolgeva direttamente».

Un’impressione condivisa dalla collega Romina Mondello, che si è detta emozionatissima per la proiezione di questa sera con il pubblico in Sala Grande perché vedrà To The Wonder per la prima volta. «Lo avevo incontrato una sola volta prima delle riprese, ma quando arrivai negli Stati Uniti per girare e mi venne consegnato il primo copione ufficiale, ritrovai in Anna qualcosa di me, qualcosa del mio profondo. Lo script era dettagliatissimo. C’era scritto minuziosamente come il mio personaggio avrebbe dovuto muoversi, guardare, parlare. Poi, però, è entrato in me e sul set mi sono sentita libera di dare vita a quel personaggio che Malick mi aveva regalato».

Il film, in fondo, scava davvero nell’intimo dei suoi protagonisti: una coppia, un americano e una francese di origini ucraine (AffleckKurylenko), incapaci di gestire l’amore che li unisce, «sono profondamente legati l’uno all’altra, lo saranno per sempre, ma non riescono a trovare il modo per vivere insieme» come sottolinea la Kurylenko; un’amica d’infanzia di lui (McAdams), con la quale l’uomo intrattiene una breve relazione; un prete latino (Javier Bardem), che accoglie Marina al suo arrivo in America e che ricerca la fede smarrita donandosi al prossimo. Le scene che lo vedono protagonista sono state girate con attori non professionisti, residenti nella cittadina di Bartlesville (Oklahoma), dove ha luogo buona parte del film. «La comunità si è sentita molto coinvolta. Non avevano mai visto niente del genere e alcuni sono stati chiamati a far parte del cast. Mentre giravamo, sembrava che quelle persone avessero dimenticato che si trattava di un film, che credessero di parlare con un vero prete» rivela, infine, Sarah Green.

To the Wonder è previsto nelle sale italiane il 14 dicembre 2012 per 01 Distribution.

(Foto Getty Images)

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