«Questa volta volevamo spingere tutto oltre il limite». Basta questa frase del regista Simon McQuoid per capire quale sia l’ambizione di Mortal Kombat II, nuovo capitolo cinematografico tratto dall’iconico franchise videoludico creato da Ed Boon e John Tobias. Durante la conferenza stampa globale a cui abbiamo partecipato, cast e creativi del film hanno raccontato la volontà di realizzare un sequel più grande, più spettacolare e soprattutto più fedele a ciò che i fan chiedevano da anni: il torneo, i personaggi più amati e un’immersione totale nella mitologia della saga.
In arrivo al cinema il 6 maggio 2026 distribuito da Warner Bros. Pictures, il film riporta sul grande schermo i campioni del Regno della Terra in una battaglia all’ultimo sangue contro Shao Kahn. Tra le novità più attese c’è naturalmente l’introduzione di Johnny Cage, interpretato da Karl Urban, che nel corso della conferenza ha parlato apertamente delle difficoltà affrontate per entrare nell’universo di Mortal Kombat.
«Arrivare in Mortal Kombat II è stata senza dubbio la sfida fisica più impegnativa della mia carriera», ha raccontato l’attore. «Le abilità richieste per questo film hanno rappresentato una curva di apprendimento esponenziale che non avevo mai affrontato prima. E sì, mentirei se dicessi che non ero terrorizzato. Ti ritrovi in un film con artisti marziali incredibili come Ludi Lin, Lewis Tan o Joe Taslim. Ma tutti noi sentivamo la responsabilità di fare bene, perché questo è un film realizzato da fan per i fan».
Urban ha poi spiegato come il lavoro sul personaggio sia partito da una rilettura diversa rispetto ai videogiochi: «Jeremy Slater ha fatto una scelta molto intelligente. Non ha scritto un personaggio guidato soltanto dall’ego. Questo Johnny Cage è un uomo disilluso, uno che aveva tutto e l’ha perso. E questo dà sia all’attore che al pubblico un vero percorso emotivo».

Lo sceneggiatore Jeremy Slater ha confermato che l’obiettivo era proprio quello di trasformare Johnny Cage in uno dei cuori del racconto: «Tradizionalmente Johnny è spesso stato il personaggio comico sullo sfondo. Noi invece volevamo costruire una vera storia attorno a lui. Dovevamo reinventarlo un po’, renderlo vulnerabile, qualcuno per cui il pubblico potesse tifare davvero».
Il nuovo film, del resto, sembra nascere proprio dall’ascolto della community. Il produttore Todd Garner ha ammesso che il team creativo ha preso molto seriamente le critiche ricevute dal primo capitolo del 2021: «I fan di Mortal Kombat sono incredibilmente vocali. Sanno tutto del canone e ci hanno detto chiaramente cosa non avevano amato del primo film. A quel punto avevamo due possibilità: ignorarlo oppure imparare da quelle critiche. E abbiamo scelto la seconda strada».
Una delle richieste più insistenti riguardava proprio il torneo. «Quando James Wan e io siamo saliti a bordo del progetto avevamo già immaginato una trilogia – ha spiegato Garner -. Sapevamo che il secondo film sarebbe stato il torneo. Il primo era quasi un prologo: dovevamo introdurre il mondo e i personaggi».
Anche James Wan ha sottolineato come questa volta il film punti molto di più sull’anima più “ludica” del franchise: «Volevamo spingere davvero in quella direzione. Più divertimento, più combattimenti, più Mortal Kombat».
Simon McQuoid ha spiegato che il sequel cercherà di amplificare tutto ciò che il pubblico ama della saga: «Con il primo film ho imparato a conoscere meglio il mondo e la lore di Mortal Kombat. Stavolta volevo spingere tutto ancora più oltre e abbracciare davvero quello spirito massimalista che il franchise possiede. Ma allo stesso tempo volevo dare ai personaggi dei percorsi emotivi più forti».
Un aspetto particolarmente discusso durante la conferenza è stato anche il maggiore spazio dato ai personaggi femminili. McQuoid ha spiegato di aver voluto riequilibrare la rappresentazione rispetto al primo capitolo: «Per me era importante aumentare la presenza femminile. Ecco perché Katana, Sindel e Jade fanno parte di questo film».
Adeline Rudolph, interprete di Katana, ha raccontato l’emozione di indossare per la prima volta il costume del personaggio: «Quando ho visto il costume completo ho pensato: “Oddio, sta succedendo davvero. Sono Katana”. Ma la cosa incredibile è che questi costumi non sono soltanto belli da vedere: erano progettati anche per permetterci di combattere davvero».

Tati Gabrielle, che interpreta Jade, ha invece sottolineato quanto sia stato importante poter offrire una rappresentazione diversa delle combattenti della saga: «Molte persone sono abituate a vedere questi personaggi attraverso uno sguardo più maschile o più sessualizzato. In questo film invece vediamo la loro forza, la loro vulnerabilità e la loro grazia insieme».
Tra i momenti più divertenti della conferenza c’è stato anche il racconto del rapporto nato sul set tra Karl Urban e Josh Lawson, che torna nei panni di Kano. I due hanno parlato apertamente delle numerose improvvisazioni inserite nel film.
«Simon ci ha dato moltissima libertà – ha spiegato Urban -. Jeremy Slater aveva già scritto un copione fantastico, ma ci è stato permesso di improvvisare tantissimo». Lawson ha aggiunto: «La chimica tra noi è stata una specie di felice incidente. Dopo il primo giorno di riprese avevo già capito che stava funzionando meglio di quanto avessimo immaginato».
Lawson ha anche scherzato sul ritorno di Kano: «È diverso questa volta perché… è morto. E questo gli ha dato una nuova prospettiva sulla vita. Ma tranquilli: resta comunque uno str***o».
Un altro elemento centrale del film saranno naturalmente le Fatality. Ludi Lin ha anticipato che molte delle sequenze più iconiche del film sono state direttamente ispirate dai videogiochi: «Credo che i fan impazziranno. Alcune Fatality sono praticamente uscite dal gioco e portate sul grande schermo».
Ed Boon ha confermato che il sequel sarà pieno di riferimenti pensati appositamente per i fan storici: «Nel film ci sono centinaia di Easter egg. Credo che molti lo guarderanno più volte per cercarli tutti». McQuoid ha aggiunto che ogni richiamo alla saga è stato costruito per avere anche un peso emotivo: «Non volevamo che fossero soltanto cose cool da vedere. Ogni Fatality, ogni mossa iconica, ogni riferimento doveva avere un impatto reale nella storia».
Particolarmente impressionante sembra poi essere il lavoro pratico fatto sul film. Todd Garner ha insistito molto sul fatto che gran parte degli effetti e dei costumi siano stati realizzati fisicamente: «Non avevamo il budget di un blockbuster da 200 milioni di dollari, quindi dovevamo trovare soluzioni pratiche. Ma è proprio questo che rende Mortal Kombat così tangibile e reale».

Martin Ford, interprete di Shao Kahn, ha raccontato le estenuanti giornate passate tra allenamenti, prostetici e armature gigantesche: «Le mie giornate iniziavano a mezzanotte. Mi allenavo prima ancora di andare sul set, poi passavo quattro o cinque ore tra trucco e costume prima di girare le scene di combattimento».
Joe Taslim, che torna nei panni di Bi-Han/Sub-Zero, ha invece parlato con entusiasmo dell’evoluzione del personaggio verso Noob Saibot: «Conoscevo già la lore del gioco e speravo davvero di ricevere quella chiamata. Tornare è stato un sogno».
Alla fine della conferenza è apparso chiaro come Mortal Kombat II voglia rappresentare qualcosa di più di un semplice sequel. Per il team creativo, questo nuovo capitolo sembra essere soprattutto una dichiarazione d’amore verso una saga che da oltre trent’anni continua a evolversi tra videogiochi, fumetti, serie animate e cinema.
«Non vedo l’ora che i fan sentano il primo gong del torneo – ha dichiarato Todd Garner – Perché hanno aspettato questo momento per tantissimo tempo».
Mortal Kombat II è in sala da oggi con Warner Bros. Pictures.
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