Uno degli obiettivi dichiarati di Xbox One, la nuova console di casa Microsoft uscita nei negozi lo scorso 22 novembre, è di diventare un vero e proprio hub dell’intrattenimento domestico, un oggetto che è in grado di riprodurre giochi, film e serie tv, di far girare Skype e Youtube e persino di fornire agli utenti prodotti originali, pensati e creati apposta per i possessori di XB1. Ricorderete, per esempio, che uno dei primi annunci di Microsoft fu relativo a una serie tv dedicata ad Halo e prodotta da Steven Spielberg. Oggi, invece, arriva un’altra notizia, in qualche modo legata allo stesso Spielberg e a uno dei suoi film più amati, E.T..

Perché l’extraterrestre più anni Ottanta della storia dovrebbe tornare in auge? È semplice: Lightbox, media company americana attiva su diverse piattaforme, ha stretto un accordo commerciale con Microsoft per produrre una serie di documentari relativi alla storia dei videogiochi. Il primo di questi, ancora senza titolo e diretto da Zak Penn (regista e sceneggiatore il cui zampino spunta anche negli Avengers di Joss Whedon), riguarderà uno dei momenti decisivi dell’ormai lunga storia del medium. L’anno era il 1983 e Atari (al tempo uno dei leader dell’industria) si era chiusa in un buco nero creativo, dal quale sputava fuori solo pessimi adattamenti di franchise cinematografici e, più in generale, giochi prodotti da terze parti e di livello infimo.

L’esempio più clamoroso fu E.T.: The Video Game, oggettivamente uno dei prodotti videoludici più imbarazzanti mai usciti: Atari si trovò così in magazzino milioni di copie invendute, e decide di seppellirle, nel corso di una notte frenetica, in mezzo al deserto di Sonora, più precisamente ad Alamogordo – incidentalmente anche sede della prima detonazione controllata di un ordigno atomico, antipasto al bombardamento di Hiroshima e Nagasaki. La sepoltura di massa segnò il definitivo declino di Atari e, pochi mesi dopo, la rinascita dei videogiochi grazie al prepotente ingresso sul mercato di Nintendo – ma questa è un’altra storia, e chissà che non diventi materia per un altro documentario. Ancora non si hanno notizie di quanto il documentario arriverà su Xbox One.

Fonte: Collider

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