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Benché la sua esistenza non sia mai stata accertata ufficialmente dalla comunità scientifica internazionale, sono tante le testimonianze e gli avvistamenti dello Yeti, una delle creature più misteriose e controverse della nostra epoca. Anche Reinhold Messner ha dichiarato di averlo avvistato, a metà anni ’80, in una sperduta regione del Tibet orientale. Una specie di primate, secondo alcuni; un discendente degli orsi secondo altri. A crederci fermamente, in ogni caso, è Benjamin Schwer, designer tedesco autore di un nuovo divertente dice-game, Yeti, appunto, distribuito in Italia dall’editore perugino dV Giochi.

In Yeti i giocatori assumono il ruolo di esploratori-alpinisti-fotografi, chiamati a documentare, appunto, l’esistenza dell’Abominevole Uomo delle Nevi. Si tratta di un boardgame semplice, per famiglie, in cui spicca la plancia tridimensionale che rappresenta, in maniera forse un po’ troppo semplificata, una montagna dell’Himalaya (dopo il successo di Colt Express molti autori hanno cominciato a realizzare plance di gioco tridimensionali che, in effetti, risultano più accattivanti rispetto al più tradizionale – e piatto – tavoliere). Yeti è un gioco di dadi alla tedesca, sulla falsariga del divertentissimo Il Verme è Tratto (titolo originale “Heckmeck am bratwurmeck”: un gioco del 2005 ma ancora facilmente reperibile, l’edizione italiana è curata da Giochi Uniti) che, da capostipite, resta ancora il migliore del suo genere. I giocatori lanciano, ad ogni turno, una manciata di dadi a sei facce, sopra i quali sono stampate delle speciali icone: l’obiettivo degli esploratori è ottenere delle combinazioni che consentano loro di eseguire alcune azioni utili al raggiungimento del proprio obiettivo. Si può salire di un livello sulla montagna (più si sale, maggiori probabilità si hanno di trovare indizi utili), raccogliere impronte dello Yeti, oppure ottenere denaro con cui acquistare utili equipaggiamenti.

Yeti è un “multisolitario”, un gioco cioè in cui l’interazione con gli avversari è quasi totalmente assente (l’unica “scorrettezza” che si può infliggere ad un avversario è quella di sottrargli un equipaggiamento, un’azione che però comporta una compensazione in punti vittoria a favore della “vittima”). Tutti gli esploratori accumulano punti vittoria (registrati nel tabellone segnapunti ai margini della plancia) nel corso della partita, compiendo nel proprio turno le migliori azioni rese possibili dal proprio lancio di dadi. Non appena un giocatore incontra fisicamente lo yeti (una particolare meccanica del gioco, connessa al cambiamento delle condizioni meteo, fa spostare la “creatura”), la partita si conclude, premiando il giocatore con il maggior numero di punti.

Yeti è un boardgame dal regolamento semplice, adatto a tutti, con buona componentistica, pochissimo tempo di setup (la “montagna di cartone”, una volta assemblata, non si smonta più e trova spazio in un apposito alloggiamento della confezione) e una durata media della partita che si attesta intorno ai 30 minuti (mediamente si spendono 10 minuti per giocatore, così una partita a due può durare anche solo 20 minuti). Data la ripetitività del sistema di gioco, non è un titolo con una longevità elevatissima, tuttavia è possibile aggiungere un elemento di varietà in più con l’introduzione della variante “meteo”, che associa delle speciali tessere climatiche al fine di arricchirne il gameplay. Dato il prezzo decisamente abbordabile si tratta di un buon prodotto, anche se ci sentiremmo di raccomandarlo soprattutto ad un pubblico giovane. Dopotutto gli adulti sono un po’ grandicelli per credere ancora allo Yeti…

Scheda tecnica:

AUTORE: Benjamin Schwer

EDITORE: dV Giochi

GENERE: Gioco di dadi

NUMERO GIOCATORI: 2-5

ETÀ: 8+

DURATA MEDIA: 30’

PREZZO CONSIGLIATO: 29,90€

 

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