Sono tanti i modi in cui una famiglia può sgretolarsi: silenzi, incomprensioni, rancori, un dardo di balestra piantato nel cranio. You’re Next, home invasion diretto dal genietto Adam Wingard, fa la scelta giusta: si concentra sull’ultima di queste ipotesi senza dimenticare l’impatto che possono avere le prime tre.

La storia è quella della famiglia Davison, coppia standard di ricchi borghesi americani: padre fascistoide, madre (quanto è invecchiata bene la ex scream queen Barbara Crampton) sotto psicofarmaci, quattro figli più o meno normali e più o meno segretamente disfunzionali che accettano l’invito dei genitori a trascorrere un weekend tutti insieme, in occasione di un anniversario, nella (isolata e desolata) villa di famiglia. Se l’incipit è, al netto della patina, puro Scream, il prosieguo sfocia quasi in territorio indie americano: lo sceneggiatore Simon Barrett gioca di sottrazione e improvvisazione nei dialoghi* – e nei silenzi –, tanto che, se non ci fosse Wingard a ricordarci costantemente di avere paura (è un bene, sia chiaro), verrebbe il dubbio di stare guardando un film di un, per dire, Noah Baumbach. Serve poco per caratterizzare molto: le alchimie tra membri della famiglia, il loro passato, cosa aspettarsi da ciascuno.

Di colpo scatta la violenza: annunciata ma non telefonata, interrompe il dramma familiare e dà il via a un’ora di film in cui il ritmo non scende mai e le sorprese abbondano. Le regala la protagonista più improbabile, Erin (Sharni Vinson, da Step Up 3D al massacro), ultima arrivata in famiglia, fidanzata del viscidissimo Crispian (A.J. Bowen), unica a mantenere la mente lucida mentre un branco di psicopatici mascherati da animali massacrano un membro della famiglia dopo l’altro – famiglia numerosa, di conseguenza body count altissimo e violenza costante. Tutti i difettucci del set-up (troppa camera a mano, soprattutto) vanno al loro posto e ogni sequenza supera la successiva per inventiva, talento registico e macelleria. Il compito è eseguito in maniera esemplare dalla coppia Wingard-Barrett, e personale, sia in fase di regia sia di scrittura; difficile prevedere come evolverà la storia scena dopo scena, ed è un peccato solo che i più smaliziati riusciranno a prevedere almeno uno dei plot twist con largo anticipo: è il rischio di giocare con una materia arcinota, ed è comunque un male minore.

Memore del detto secondo cui non conta la meta ma il viaggio, Wingard azzecca poi anche il finale: niente sorprese fuori luogo o carte in tavola cambiate senza rispetto per le regole. Persino [PICCOLO SPOILER] le motivazioni del massacro sono piccole, meschine e molto umane[FINE SPOILER]: You’re Next è un horror realistico se non proprio reale, coerente, che sceglie un tono e lo mantiene fino alla fine. È una grande prova di maturità per Adam Wingard, e dimostrazione, se ce ne fosse bisogno, che se è vero che il grande horror è ancora trasversale, il futuro del genere, oggi, passa più da V/H/S che da Sam Raimi.

*una nota a margine: gran parte del fascino del set-up, e quindi del successo You’re Next, sta nei dialoghi sempre a cavallo tra script e improvvisazione tra i membri della famiglia. Noi abbiamo potuto vedere il film in lingua originale, mentre purtroppo non possiamo garantire sulla bontà del doppiaggio: provate a farvi un’idea con clip e trailer (vi abbiamo dato in esclusiva proprio quello italiano) e tenetene conto.

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