The Conjuring racconta di due studiosi del paranormale, marito e moglie (Patrick Wilson e Vera Farmiga), che indagano sulle presenze che infestano una vecchia casa di campagna, un grosso villino a due piani dove i Peron – papà, mamma e 5 figlie giovanissime – si sono appena trasferiti. È tutto qui: il film è un incrocio tra Amytiville Horror e L’Esorcista, la versione tradizionale e un po’ vintage di Paranormal Activity. Anche lo svolgimento è senza sorprese, un campionario di luoghi comuni, dalle bambole possedute alle cantine infestate. Eppure il film funziona. Se quindi The Conjuring dimostra qualcosa, è che quando si tratta di sottogeneri classici come questo – tanto classico da aver ispirato una serie TV chiamata semplicemente American Horror Story – esiste una misura a disposizione di tutti, una manciata di situazioni che, se interpretate al meglio, garantiscono un botteghino buono oppure ottimo (il film sta incassando benissimo oltreoceano, dove quest’anno sono andati molto bene anche Oscure presenze e La notte del giudizio). Vale a dire che in casi simili le risorse sono il conservatorismo del pubblico e la tecnica del regista, perfino una certa rigidità delle Major – che da sempre mal sopportano la sperimentazione – molto più che il film in sé. Ovvero che lo svolgimento si mangia il soggetto e svuota di senso la lettura critica, la classica esegesi.
In questa prospettiva James Wan (Saw, Insidious), come autore, è una scelta perfetta, perché non si prende la briga di inventare niente – non gli interessa proprio – ma conosce abbastanza bene la tradizione del cinema horror, soprattutto gli anni ’70, da improvvisare senza svarioni sulle basi, da svariare sul tema con sicurezza. Nel fare questo si è ormai dimostrato il più bravo che c’è in giro, e infatti The Conjuring, a tratti, fa una paura del diavolo.
È però un film per appassionati entusiasti, più che per cinefili ipercritici: ripaga benissimo chi cerca l’effetto, meno chi riflette sulla causa.

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Mi piace
Cercate spaventi, e spaventi troverete: dopo una partenza lenta, il film fa una paura del diavolo

Non mi piace
Niente di nuovo sotto il sole. Ma proprio niente.

Consigliato a chi
Ama la paura, declinata nelle sue forme più classiche

Voto: 4/5

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