Tra tutti i videogiochi ispirati alla saga lanciata da Ridley Scott nel 1979, Alien: Isolation è l’ultimo arrivato ma anche il migliore sotto molti aspetti. Creative Assembly ha creato un videogioco la cui vicenda si svolge a cavallo tra il primo e il secondo capitolo della saga, con Ripley ancora in viaggio nello spazio dopo aver abbandonato la Nostromo. Il giocatore veste i panni di Amanda, figlia di Ripley, inviata a indagare su una remota stazione spaziale, la Sevastopol, la cui scatola nera dovrebbe svelare ciò che è accaduto sulla nave di Sigourney Weaver. La situazione che ci si presenterà davanti, senza sorprese, è di quelle toste: qualcuno sta decimando l’equipaggio e non passerà molto prima di capire che si tratta di un feroce xenomorfo, la cui intelligenza artificiale è stata aumentata. Nascondervi a lungo nello stesso posto non vi servirà a nulla, meglio cercare di cavarsela con altri mezzi. Il problema è trovarli, perché Amanda non è un soldato esperto. Ci si muove in un terreno da survival horror, che iscrive Alien: Isolation in quella schiera di titoli da brivido come i vari Resident Evil, Silent Hill, Dead Space e Outlast. Non è ancora un cult, ma lo diventerà.

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