Già il titolo dell’opera non m’ispirava molta fiducia, ma era una sensazione a pelle che infatti ho tralasciato iniziando a godermi questa pellicola.
La storia è forse molto “classica” per il periodo in cui è stata ambientata: Angel è una giovane fanciulla della periferia inglese, follemente innamorata di un mondo sfarzoso e benestante lontano dal suo. Vive con la madre, proprietaria di una drogheria, e con i suoi sogni e desideri che combaciano tutti nella sua più grande passione, la scrittura. E’ proprio scrivendo il suo primo romanzo che inizierà la sua avventura in quell’ambiente che tanto aveva desiderato.
Sicuramente, per quanto riguarda i costumi non c’è nulla da dire: bellissimi vestiti e arredamento fantastico nelle grandi case dell’800 inglese. Riguardo la regia…forse un pò troppe riprese “da film d’amore”, come dico io, ossia classici baci sotto la pioggia e via dicendo. Ma andiamo per ordine…
Angel, la protagonista. Dire che ci si scontra subito con una classica ragazzina viziata, egocentrica, viziata e maleducata è un eufemismo. Sin da ragazzina Angel vede solo se stessa e i suoi sogni, che vengono prima di tutto. Molti l’hanno paragonata alla magnifica “Mizz Rozela” di Via col Vento, ma a parer mio sarebbe uno sminuire moltissimo la leggendaria figura dell’eroica e capricciosa Vivian Leigh. A mio modesto parere, Angel è molto più vicina all’altrettanto famosa Mme Bovary di Claude Chabrol, ma senza tutto quel fascino francese sprigionato da madame Huppert.
Il personaggio di Angel, u quale è incentrato tutto il film, non subisce modifiche. Resta un personaggio piatto e fisso sulle sue particolarità dall’inizio alla fine del film. Solo nell’ultima scena (che voleva sembrare tragica ma, avendo odiato la signorina in questione per 2 h di film…il regista non c’è riuscito), sembra pentirsi di molte sue azioni avventate e senza senso.
Figura interessante (non solo per il bravissimo Michael Fassbender che lo ha interpretato) è esmè, pittore bohemien e marito sfortunato della capricciosa scrittrice. Tranne per il terribile cliché della pittura, Esmé viene inizialmente descritto come il classico dongiovanni senza scrupoli, ubriacone e giocatore d’azzardo. Anche lui non compie moltissimi passi verso la maturazione, ma risulta molto meno superficiale e irritante di Angel, soprattutto per alcuni aspetti storici che incombono nel film, primo fra tutti l’avvento della guerra.
Altri personaggi importanti sono la segretaria-schiava, sorella di Esmé, Nora (l’unica che ha veramente amato, professionalmente e carnalmente, Angel) e il suo editore Theò, anche lui succube del “fascino” della protagonista.
Un merito però va alla brava Romola Garai. Anche se il suo personaggio è risultato odioso ai miei occhi, la sua recitazione ha brillato.
In conclusione, Angel, la vita il romanzo è un film per chi vuole sognare di vivere in belle ville vittoriane, con grandi giardini e fontane, quadri e baldacchini…proprio come Angel.
Lo consiglio per chi è appassionato del genere. Magari riuscirete a sopportar più di me le manie della protagonista…

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