Sono anni che la Marvel sforna almeno un paio di film all’anno e oramai la voglia di scriverne va sempre più scemando. Ciò non è dovuto alla qualità, che la casa delle idee sta riuscendo a mantenere su livelli più che buoni con una costanza sconcertante, bensì al fatto che purtroppo a tutto questo è stato sacrificato qualsiasi minimo elemento sorpresa che potesse dare a ogni prodotto una caratteristica che li distinguesse uno dall’altro. Il risultato è che, nel bene e nel male, le aspettative rispecchiano sempre ciò che si andrà a guardare in sala. Di conseguenza risulta difficile scrivere l’ennesima recensione di un film Marvel senza ripetere ancora la stesse cose.
Detto ciò, “Ant-Man” ha perlomeno il pregio di portare qualche minimo cambiamento. Innanzitutto, il film supereroistico qui cede il passo a un heist movie che, seppur non brillando in originalità, ben si sposa con i toni che hanno contraddistinto i film riservati ai vari Iron Man, Thor, Captain America etc. Ancor di più che negli altri film, qui si spinge molto sullo humour e non vi è l’egoismo del volersi prendere sul serio.
La sceneggiatura gode di una prima stesura ad opera del guru della comicità Edgar Wright e si rivela azzeccatissima la scelta del volto protagonista: Paul Rudd, attore che nella comedy ci naviga da anni. Il film ha un buon ritmo, non facendo calare mai l’attenzione, ed è effettivamente divertente. Da segnalare la partecipazione di Michael Douglas, perfettamente in parte, che dà conferma di credere nel progetto.
Star qua a parlare degli ottimi effetti speciali non ha molto senso, la produzione ne fa già una certezza. “Ant-Man” resta comunque un film senza impegno che lascia il tempo che trova, ma porta a termine perfettamente il suo compito principale: essere un divertente intrattenimento estivo.

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