Torna il consueto appuntamento con le mie recensioni, dopo un’assenza di due settimane per assenza di film di mio gradimento che potessi consigliare o meno a voi, arriva il momento di un nuovo supereroe, si tratta ovviamente di Captain America: Il Primo Vendicatore, ultimo aggiancio al crossover che vedrà la luce nel prossimo maggio dal titolo The Avengers, come i più fedeli fan del genere cinecomics sanno, la Marvel già da un paio di anni ha deciso di creare una fitta rete di collegamenti tra i suoi vari protagonisti da portare al cinema, ha portato infatti negli ultimi anni sul grande schermo Iron Man, Hulk, Thor ed ora anche Captain America ed in ogni film il collegamento tra le varie storie è sempre stato netto in modo da arrivare a maggio 2012 pronti ad affrontare la visione di uno spettacolare crossover.

Col tempo il genere cinecomic ha avuto un netto miglioramento dal punto di vista qualitativo, il grande apri pista è stato l’Iron Man di Jon Favreau portando una sorta di maturità al genere finora sempre poco palesata, con Thor si è raggiunti a parer mio un livello altissimo grazie anche alla regia di un grande maestro della teatralità come Kenneth Branagh, perciò per Joe Johnston ed il suo Captain America il compito era pressochè arduo, emulare o almeno tenere il passo di Thor era effettivamente difficile ed il film infatti ha avuto i suoi punti deboli anche tenendo alti gli standard qualitativi, Captain America ha tenuto testa ai suoi precedenti senza però dare quell’impressione di passo avanti verso quella perfezione tanto agoniata dai vari padri del genere.
Importante è stata la scelta di continuare a rendere i supereroi sempre più simili a persone normali, con problemi e punti deboli emotivi molto ben visibili, in Iron Man e Thor infatti la loro brama di grandezza li ha resi molto vulnerabili e perciò molto più simili a noi, in Captain America il punto focale era centrato nella difficoltà del personaggio prima della trasformazione in supereroe, di poter dare una mano al prossimo, un senso di inferiorità che lo segna a tal punto da creare dopo la trasformazione un suo punto di forza, l’amore e gli aspetti sentimentali per i vari personaggi come per Captain America sono stati un altro importante tassello atto a rendere umani personaggi che proprio non lo sono, perciò su questo aspetto devo ritenermi più che soddisfatto per la coerenza tenuta nel Captain America di Joe Johnston.

Il cast è stato un vero e proprio punto di forza, attori del calibro di Stanley Tucci, Tommy Lee Jones e Hugo Weaving hanno innalzato il tasso di qualità della recitazione ad un punto forse non raggiunto da Thor nonostante la sua superiorità in tutti gli altri particolari, Chris Evans si è mostrato il miglior attore possibile nell’interpretazione di Captain, possente, affascinante, eroico e soprattutto divertente, Evans di sicuro ha fatto tesoro del suo esordio con un costume da supereroe nei Fantastici Quattro per cercare di non sfigurare al cospetto di Robert Downey Jr con Iron Man per dirne uno, qualche piccolo punto interrogativo arriva dalla scelta di Hayley Atwell nel ruolo di Peggy, l’interesse amoroso di Captain, l’emozione tranne che per la scena finale non traspare mai da quel suo volto troppo statuario, sfigura al confronto con la bella Natalie Portman vista in Thor, non ne parliamo se la paragoniamo a Gwyneth Paltrow di Iron Man.
Sugli effetti speciali poco da dire tranne che per certi aspetti il 2D, scelto per l’occasione da me, non sfigura affatto con le attuali tecniche tridimensionali, chiaramente si è in un periodo storico non adatto a creare effetti futuristici, si parla infatti della seconda guerra mondiale, ma comunque la squadra tecnica ha saputo mischiare una buona dose di retrò con immagini suggestive chiare e nitide, bellissimo non a caso il combattimento aereo che il nostro supereroe dovrà affrontare con Teschio Rosso, da menzionare anche la colonna sonora, se Iron Man brillava per la sua spettacolare anima rock, per Captain possiamo parlare di assenza ingiustificata di una solida colonna sonora, molte infatti le canzoncine degli anni quaranta ascoltate nel film, ma nessuna atta ad innalzare la profondità del film, come sappiamo oggi giorno una grande colonna sonora può contribuire o meno ad avere un pubblico bello attaccato alla visione.

In conclusione posso dire che Captain America: Il primo Vendicatore tiene bene il confronto con i suoi predecessori, ma non stupisce come avrebbe dovuto o addirittura come avrebbe potuto, questo primo capitolo, vi anticipo infatti che avremo un secondo capitolo dopo The Avengers, resta un grande trampolino di lancio per ulteriori capitoli ed il crossover, ma brilla poco di luce propria, con questo ripeto ancora che il film non è stato bocciato anzi, rimane un gran bel film ben fatto, la sua pecca è stata a mio parere essere stato distribuito dopo il capolavoro Thor, troppo avanti qualitativamente rispetto a tutti gli altri cinecomics, il mio suggerimento perciò è quello di vederlo e scegliere il 2D come ho fatto, anche perchè la conversione in post-produzione aveva quasi rovinato Thor, e di attendere a fine film i titoli di coda, ci vorrà un bel quarto d’ora, ma resterete sorpresi e soddisfatti di ciò che vedrete.

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