I motori Disney/Pixar tornano a ruggire, ma questa volta non “graffiano” come ci si aspetterebbe.
Cars 2 parte col botto (letteralmente), cioè come un film di spionaggio, con tanto di scatti rubati, inseguimenti, esplosioni e uscite di scena spettacolari. L’elemento spy prosegue per tutta la durata del film parallelamente a quello sportivo, alternando momenti adrenalinici da Intrigo Internazionale a sequenze più rilassate e divertenti. Si passa dal tragicomico momento in cui Cricchetto scambia il piccantissimo wasabi giapponese per gelato al pistacchio, ai testa a testa tra Saetta e l’italiano Francesco Bernoulli (doppiato da un esuberante Alessandro Siani); dagli inseguimenti di cui sono protagonisti gli agenti Finn McMissile, Holley Shiftwell (perfetta la voce di Paola Cortellesi) e la spia-per-caso Cricchetto, all’arrivo della squadra di Radiator Springs a Porto Corsa, accolta dalla banda del Paese e da una folcloristica Sophia Loren in versione Mamma Topolino (del resto siamo in Italia).
È nella maestria nel raccontare (e nel disegnare, la qualità grafica si arricchisce di un 3D efficace ma non spiazzante) che si riconosce il marchio Disney/Pixar. In quella capacità di intrattenere parlando di energie rinnovabili, fallimenti, senso di inadeguatezza e amicizie che si incrinano per poi rinsaldarsi, osservando ancora una volta il comandamento lasciato in eredità da Walt Disney: ad ogni sorriso deve corrispondere una lacrima. Solo che questa volta la commovente delicatezza di Up cede il passo ad un messaggio ecologista che ha tutte le caratteristiche di uno spot pubblicitario, la virata di Cricchetto da carro attrezzi pasticcione (nel lavoro come nelle relazioni) a eroe avviene un po’ troppo bruscamente (così come la risoluzione del caso) e la parabola amicale di Saetta e Carl Attrezzi ricorda da vicino quella dei due protagonisti di Toy Story, senza però incontrare lo stesso coinvolgimento dello spettatore.
Più azione e meno sentimento. Più spettacolo e meno contenuto. Più Cricchetto (leggi comica ingenuità) e meno Saetta (e quindi meno love story: Sally resta a guardare). Più mistero e meno risate (concentrate nelle gag “fisiche” di Carl Attrezzi). Non una battuta d’arresto – parliamo sempre di animazione di alta qualità – ma una stella meno brillante e meno raffinata del solito all’interno del firmamento Disney costellato di capolavori da Oscar.

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Mi piace
L’incipit adrenalinico del film e lo spettacolo offerto da due personaggi che sanno riconquistare la scena e intrattenere

Non mi piace
Alcuni passaggi un po’ macchinosi della storia e una minor raffinatezza nel veicolari i messaggi più profondi disseminati nel film

Consigliato a chi
A piccoli spettatori scortati da mamma e papà e a chi ha sempre creduto che il vero eroe non fosse Saetta ma Cricchetto

Voto
3/5



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