Città di Carta è un film ricco di eventi inaspettati, di misteri e di sorrisi. Molto di più di una semplice storia, si tratta di un viaggio alla ricerca di se stessi, dove gli indizi sono solo dei tasselli che fanno crescere. Il protagonista di questo viaggio è Quentin Jacobsen, ragazzo da sempre innamorato di Margo Roth Spiegelman, fin dal primo momento in cui l’ha vista: avevano sette anni quando Margo e la sua famiglia si trasferirono nella casa di fronte a quella di Quentin. E fin da subito i due sono diventati compagni d’avventure, o meglio, Q seguiva Margo nelle sue. Il loro rapporto cambia quando insieme fanno un’inquietante scoperta e con il passare degli anni il loro legame si spezza: Margo va avanti con la sua vita avventurosa, mentre Quentin rimane indietro, come bloccato nella sua routine. Questa monotonia però cambia una notte, poco prima del diploma. Margo appare all’improvviso alla finestra di Quentin e lo trascina in un’avventura indimenticabile che prevede la vendetta da parte della ragazza nei confronti dei suoi amici che l’hanno tradita, ma non solo. È il momento giusto per loro di ritrovarsi. Quella notte lascia in Q una grande speranza: tutto cambierà domani. E invece no: la mattina dopo Margo scompare misteriosamente. Tutti pensano che si tratti del suo ennesimo colpo di testa, ma questa volta è diverso. A differenza dei genitori di Margo, Quentin non accetta che se ne sia andata e coinvolge i suoi migliori amici, Marcus detto ‘Radar’ e Ben, in una lunga caccia al tesoro, guidata dagli indizi che la ragazza ha lasciato involontariamente (o consapevolmente) dietro di sé. Queste tracce li condurranno nella Città di Carta per eccellenza. Quella città inventata che i cartografi inseriscono nelle proprie mappe, in modo da assicurarsi che nessuno possa copiare il proprio lavoro.

L’adattamento cinematografico dell’omonimo bestseller di John Green ha mantenuto lo stesso team di sceneggiatori di Colpa delle Stelle, Scott Neustadter e Michael H. Weber, con la supervisione dello stesso autore, ma che a differenza del primo film, hanno modificato molti aspetti del libro, talvolta stravolgendolo. Jake Schreier, al suo esordio dietro la macchina da presa in un film così importante, ha dato prova di forte sensibilità creando un nuovo percorso per Quentin, per renderlo più accattivante dal punto di vista cinematografico. Se il libro cerca di razionalizzare Margo, il film si focalizza su Q, perché come dice lui stesso «La sua storia la deve raccontare lei».

Il ritmo incalzante della prima parte, caratterizzata dalla grande avventura in nove tappe (che si riducono poi a quattro), lascia spazio a uno sviluppo lento e privo di troppi colpi di scena (che chi invece ha letto il libro conosce bene). Ma state sereni, il finale sarà davvero inaspettato, per tutti. Resa perfettamente, invece, l’amicizia tra Q, Radar e Ben, anche se la scelta dei due attori rimane discutibile: un rapporto sincero, fatto di insulti, prese in giro, ma di supporto costante, perché come afferma lo stesso Marcus, in fondo sono tanto amici perché sono così diversi tra loro.

La colonna sonora, azzeccatissima, si fonde con la trama e al tempo stesso racconta una storia tutta sua, diventando elemento essenziale.

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Mi piace: La trama divertente e spensierata, che nasconde numerosi spunti di riflessione.
Non mi piace: il discostarsi a volte troppo dal romanzo di partenza.
Consigliato a chi: Ha bisogno di scappare dalla propria routine e vivere un’avventura inaspettata!

Voto: 3/5

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