Una buona pellicola incentrata su un tema oramai ricorrente, ovvero la crisi economica nell’America dei giorni nostri vista con gli occhi di un assassino a pagamento.

Ora, la pellicola è tratta dal romanzo di George V. Higgins Cogan’s Trade. Non so quanto sia fedele il film di Andrew Dominik ma posso dire che è un lavoro ben riuscito. Sia sul piano della sceneggiatura che sul piano visivo. A mio parere sia chiaro.
L’inizio lascia presagire già a qualcosa di particolare levando ogni previsione su un action movie scontato dove volano pallottole a non finire con morti ammazzati ovunque.
Tutto ruota attorno a tre furbacchioni che credono di averla fatta franca dopo aver svaligiato una bisca clandestina, facendo ricadere la colpa sull’organizzatore, per via di un analogo episodio avvenuto anni prima per mano di quest’ultimo. La cosa non quadra e allora la mafia decide di affidarsi alle docili mani di Cogan per rimettere le cose a posto.
Tra battute di gusto e situazioni alquanto scomode, Cogan riuscirà a venirne fuori nella maniera più pulita possibile lasciando i diretti interessati su tavoli d’obitorio

Un Brad Pitt in grande spolvero riesce a immedesimarsi anche in questa veste di assassino dalle “buone maniere” che ama uccidere le sue vittime dolcemente. (cit. Cogan)
Una delle scene da ricordare è senza dubbio il dialogo di quasi dieci minuti che ha con James Gandolfini (I Soprano), che interpreta il ruolo di Mickey, anch’egli assassino, troppo vecchio e troppo stanco per continuare a fare questo lavoro.

Notare che per tutto l’arco della durata del film non viene mai menzionato il nome di Cogan sottolineando questo particolare con una scena dove Cogan stesso dice che solo in pochi lo conoscono e solo in pochi sanno che faccia abbia. Un particolare in più che rende la figura di Cogan ancora più possente nel quadro generale del film.

Da vedere.

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