Titolo: The Family Anno:2013 Regia: Luc Besson Interpreti: Robert De Niro, Michelle Pfeiffer, Tommy Lee Jones, Dianna Agron, John D’Leo

Trama: Giovanni Manzoni(Robert De Niro) è un ex gangster della mafia entrato a far parte del programma di protezione testimoni, assieme alla moglie Maggie (Michelle Pfeiffer) e ai figli Belle (Dianna Agron) e Warren (John D’Leo), dopo aver spifferato tutto sul boss Don Mimino e i suoi. Sotto la protezione dell’agente Stansfield (Tommy Lee Jones), la famiglia Manzoni è costretta di volta in volta a cambiare dimora a causa della loro incapacità di “integrarsi”, finché non vengono trasferiti in un paesino della Normandia assumendo il cognome Blake, dove le cose non sembrano andare diversamente. Intanto Don Mimino coordina dal carcere una caccia alla famiglia Manzoni, intento a vendicarsi di Giovanni per il suo tradimento.

Chi va piano va sano
Dopo un breve ma conciso flash-forward che ci aiuta a comprendere il pericolo corso dalla famiglia Manzoni, vediamo la stessa dirigersi in macchina verso il piccolo paesino della Normandia: un breve viaggio che ci accenna le personalità dei quattro componenti, da subito nessuno caratterialmente meno rilevante degli altri (sebbene innegabile l’effetto provocato dal carisma attoriale di De Niro). Da qui il film non presenta particolari svolte, e ci sembra procedere lentamente, ma questo è tutt’altro che un elemento a sfavore: lo scorrersi delle vicende – a volte autoconclusive, altre che trovano uno sviluppo nel tempo – ci tiene placidamente “incollati allo schermo”, piacevolmente intrattenuti dalle rocambolesche vicissitudini che incontrano (o provocano) i quattro componenti della famiglia catapultati nel tessuto sociale di un paesino che “più lontano da Brooklyn” (loro quartiere di provenienza) non potrebbe essere; non solo geograficamente, ma anche idealmente. I tempi comici – sia da un punto di vista attoriale che di montaggio – sono eccellenti, e ci troveremo a ridere non di rado, tra risvolti assurdi e esilaranti (a volte perché assurdi) e leggeri ma ben incastrati stereotipi francesi, italo-americani e americani. Il tutto – ben confezionato – trova la sua conclusione in un finale che in pochi minuti raccoglie assieme tutti gli aspetti drammatici – prima mostrati solo sporadicamente – del film, arrivando anche ad emozionarci. Privo di punti morti e momenti piatti, il film è gradevolissimo dall’inizio alla fine. Bello.

L’altra faccia della famiglia Blake
Nono stante l’esperienza di De Niro, della Pfeiffer e di Tommy Lee Jones, i giovani Dianna Agron e John O’Leo non passano certo inosservati: entrambi ben caratterizzati e interpretati, tanto che sarà a loro affidata almeno la metà del nostro divertimento, soprattutto quando attraverso i loro personaggi ci verrà mostrato un lato quasi parodico di due stereotipi italo-americani quali il mafioso navigato e la giovane donna tradizionalista (il personaggio di Belle Mazoni/Blake in particolare è sorprendente e magistralmente scritto). La Pfeiffer ci affascina e ci diverte, interpretando una moglie intenta a tenere il marito – duro a perdere le vecchie abitudini – sulla retta via, senza però esitare a dare lei per prima il cattivo esempio. Ed ultimi ma non ultimi (anzi primi) Robert de Niro e Tommy Lee Jones, entrambi infilati in ruoli estremamente calzanti; già solo vederli bisticciare sul grande schermo in uno strano rapporto tra poliziotto e criminale ormai attempati (dalla quale fa timidamente capolino un rapporto di odio e amicizia) ci fa sorridere, e i loro dialoghi ben costruiti non possono far altro che tenerci attenti in questo leggero confronto tra due attori eccezionali (dubbi, non ne avevamo). Un cast azzeccato, ben costruito e ben diretto, che si presta con scioltezza.

Luc
Piccola ma necessaria menzione per un Besson in splendida forma: la sua capacità di far riaffiorare il dramma tra eventi per la maggior parte supportati da una linea comica è semplicemente fenomenale. Chiuso!

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