Probabilmente uno dei generi più comuni al quale siamo abituati è l’azione, praticamente ogni settimana esce un film d’azione, ma sono tutte delle brutte copie dell’altro, fatta una eccezione all’anno che merita davvero la visione. Quest’anno l’eccezione è “Cose nostre – Malavita”, che non merita solo una visione, ma ben più di una per poter essere compreso a sufficienza perché non è affatto un film facile da capire, ma che anche alla prima visione entra nel cuore dello spettatore. Tratto dal geniale romanzo “Malavita” di Tonino Benacquista, il film ci presenta un quintetto tra attori, registi e produttori davvero favolosi: diretto dal grande Luc Besson, co-prodotto da un mostro sacro del cinema mondiale come Martin Scorsese in veste di co-produttore, che hanno chiamato un trio di attori formidabile: Robert de Niro, che ritorna dopo vari filmetti il grande Bob di una volta, un altro grande talento come Tommy Lee Jones, e la migliore attrice di tutti i tempi: Michelle Pfeiffer, bellissima e bravissima come sempre, la cui performance la definirei un esercizio di stile e classe al quale la diva ci ha sempre abituati. Di contorno abbiamo la star di Glee Dianna Agron e il debuttante John D’Leo.

Una famiglia mafiosa, i Manzoni, sono costretti a trasferirsi continuamente dopo essersi pentiti della vita malavitosa testimoniano contro i loro capi e da quel momento sono sotto il programma di protezione dei testimoni. Una delle numerose tappe è la Normandia, dove i Manzoni, qui Blake, cercano di ambientarsi nuovamente, ma l’impresa non sarà molto facile, anzi la famiglia, sotto l’occhio vigile dell’agente Robert Stansfield (Tommy Lee Jones) e dei suoi scagnozzi. La madre Maggie (una scatenata Michelle Pfeiffer) cerca di impegnarsi nel sociale, di adattarsi nella cittadella, di fare amicizia con i francesi, con i quali avrà qualche problemino a partire dai commessi di un supermercato. e soprattutto di tenere sott’occhio i componenti della sua famiglia. Il figlio Warren (John D’Leo) inizia a prendere in mano la malavita della scuola trasformandosi in un vero e proprio boss del liceo, mentre la figlia Belle (di nome e di fatto, Dianna Agron) è alle prese con una cotta per un supplente. Infine il capofamiglia (il ruggente Robert de Niro) si finge uno scrittore e con una macchina da scrivere inizia a stilare le sue memorie e pentimenti. Ma i loro ex-colleghi sono sulle loro tracce e presto piomberanno anche loro in Normandia dando vita ad una spietata caccia alla famiglia.

Lo script, scritto dalle mani di Luc Besson è una pura genialata, calibra e mixa in maniera sublime l’azione, il dramma e tanta comicità, non stancando lo spettatore nemmeno per un fotogramma, e tenendolo con il fiato sospeso nello scontro finale, la sceneggiatura non ha pecche, nessuno sgarro o dilungamento, il ritmo lo mantiene benissimo. L’azione è motivata e le scene di violenza, seppur molto crude non sono affatto scontate. Il cast poi è davvero eccezionale, De Niro è riuscito a recuperare terreno perduto negli ultimi anni creando un irresistibile duetto con la grandissima Pfeiffer, che qui ha dato davvero il massimo, essendo una irresistibile moglie del boss di carattere ma dentro molto fragile. I figli, come tutto il cast riesce a coinvolgere lo spettatore facendoli vivere tutte le emozioni del film dalla più banale alla più straziante. Peccato che Tommy Lee Jones ha avuto una parte davvero limitata e in alcune scene si è lasciato un po’ oscurare da gli altri attori, specialmente quel duetto sublime De Niro-Pfeiffer, perfetto, di cui alcune pellicole dei rispettivi attori sono citate nelle atmosfere del film. Inoltre a tinte Tarantiniane, ma soprattutto Bessoniane e Scorsesiane, quest’ultimo ampiamente citato nel film, “Cose nostre – Malavita” è il miglior motivo per andare al cinema in questo 2013. Una meraviglia assoluta.

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