“DARK SHADOWS”
UN GRANDE SHOW DI TIM BURTON

L’avevamo lasciato nel paese delle meraviglie di “Alice in Wonderland”, simpatico ma non certo il suo film migliore e ora è tornato in grande stile con una pellicola che evidenzia il suoi particolarissimi tratti distintivi, il cui primo e più importante è: “re del gotico”. Si parla, naturalmente, di Tim Burton e del suo “Dark Shadows”. Un film, questo, che riporta alla mente le atmosfere, a metà tra horror e fantastico, de “Il mistero di Sleepy Hollow” dello stesso Burton e che risulta davvero ben costruito ed in alcune parti pure molto simpatico.
1750: la famiglia Collins salpa dalle coste inglesi per approdare nel Maine, dove fonda una florida attività in campo ittico. Il rampollo della famiglia, Barnabas, divenuto un impenitente Don Giovanni, spezza il cuore ad Angelique, preferendole la bella Josette. Angelique, che è una strega, pensa bene di vendicarsi trasformando Barnabas in vampiro e seppellendolo vivo in una bara.
1972: a seguito di scavi edili la tomba di Barnabas viene ritrovata e aperta. Barnabas così si risveglia e fa ritorno al suo, ormai fatiscente, maniero trovandolo abitato dai suoi discendenti…la sceneggiatura, basata sull’omonima soap opera, è molto efficace e delinea abbastanza bene tutti i personaggi della storia, anche se in un paio di casi un ulteriore approfondimento non sarebbe stato inutile. Gli effetti digitali e la fotografia, per la maggior parte cupa e dominata da colori freddi, sono ottimi e contribuiscono a richiamare tutta una serie di atmosfere tanto care al regista che pure si diverte ad omaggiare i mitici anni 70. Le musiche di Danny Elfman sono perfette, come pure le canzoni scelte per commentare varie sequenze dove gli omaggi di cui sopra si rendono più espliciti.
La regia di Burton è molto discreta, priva di particolari virtuosismi, ma comunque efficace e gradevole, soprattutto nel confronto finale dove, forse, potevano essere lasciate da parte alcune invenzioni di cui non si sentiva il bisogno (vedi la mutazione di un personaggio in particolare). Gli interpreti restano, comunque, il maggior pregio del film: Johnny Depp si caratterizza per la sua solita bravura nei panni di Barnabas Collins, efficaci risultano i contributi di Johnny Lee Miller, Jackie Earle Haley e Bella Heathcote ma è il trio di attrici principali a stupire davvero: Michelle Pfeiffer nei panni della matriarca Elizabeth, Helena Bonham Carter in quelli della psichiatra alcolizzata e soprattutto una fantastica Eva Green nel ruolo della strega Angelique, regalano tre performance perfette sotto ogni punto di vista. Da segnalare anche i simpatici camei di Alice Cooper e di un sempre grande Christopher Lee.
In conclusione “Dark Shadows” è un ottimo film che riporta uno dei registi più famosi del nostro tempo nel suo habitat naturale…la visione è consigliata, in particolare, a chi già conosce il bravo Burton e a chi ha voglia di scoprirlo per la prima volta. Ma attenzione! I trailer fanno apparire la pellicola come una commedia gotica piena di battute: l’ironia c’è ma è dosata con intelligenza e si accompagna ad altre parti più gotiche o tendenti quasi all’horror. Con questa premessa ci si può godere appieno il film…altrimenti meglio evitarlo.

EDOARDO BILLATO

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