Da sempre il mondo del cinema cerca e prova a raccontare la vita di persone eccezionali e personaggi storici, portandoli sul grande schermo per far scoprire qualcosa in più delle loro storie. E quest’anno a essere al centro dell’attenzione sono le vite delle principesse, da Grace di Monaco a Diana. È lei la protagonista del nuovo film di Oliver Hirschbiegel, Diana – La storia segreta di Lady D, basato sulla biografia del 2001 di Kate Snell Diana: Her Last Love. Il film racconta la storia della principessa del Galles concentrandosi sugli ultimi due anni di vita, prima della tragica morte avvenuta a Parigi nell’agosto del 1997, e in particolare dando spazio alla relazione segreta con il Dr. Hasnat Kahn, interpretato dal Naveen Andrews di Lost. Mentre i due vivono clandestinamente la loro storia d’amore, Diana divorzia da Carlo e il suo nome campeggia su tutti i giornali per il suo impegno nella campagna antimine, la sua attenzione ai problemi sociali e i suoi viaggi intorno al mondo per sostenere enti di beneficenza. La stampa scopre però presto la loro relazione e il dottore decide di porre fine alla storia, spezzando il cuore della donna. Durante l’estate del 1997, Diana, per reagire alla tristezza e alla solitudine, comincia a frequentare Dodi Al Fayed, e la fine della storia è nota a tutti.

La pellicola vuole offrire un ritratto di Diana in quanto donna, prima che principessa, raccontando la scoperta della vera felicità che le ha poi dato la spinta per impegnarsi con successo in campo umanitario, e dando una versione plausibile dei suoi pensieri durante gli ultimi anni di vita. Ma la storia della principessa del Galles è davvero radicata nella memoria di tutti, e si finisce per chiedersi se c’era davvero il bisogno di scavare ancora nella sua vita, se mettere in scena questa storia possa far conoscere al pubblico qualcosa in più di lei. Il film di Hirschbiegel indugia spesso nella retorica e nel melodramma, colpa anche di una sceneggiatura ingolfata da dialoghi senza spessore. La scelta di mantenere fuori dalla scena tutti gli altri personaggi che hanno caratterizzato la sua vita, può essere visto come un modo per concentrarsi sulla relazione con Khan, ma la loro assenza indebolisce ancora di più la rappresentazione.

Naomi Wattsci regala una performance molto coraggiosa, che però viene smorzata dalla pressione della parte: l’attrice cerca di replicare il linguaggio del corpo di Diana, con una scelta molto curata a partire da trucco e costumi, ma manca quel qualcosa, forse lo sguardo ferito negli occhi della principessa. Il mistero che ha circondato la vita di Diana Spencer non verrà di certo dissipato da questo film.

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Mi piace
La precisione e accuratezza dei dettagli degli abiti della principessa Diana e dei luoghi resi famosi dalla sua storia.

Non mi piace
La superficialità della sceneggiatura e i dialoghi senza spessore.

Consigliato a chi
A chi è affascinato dalla vita della principessa Diana ed è disposto a passare sopra difetti anche evidenti.

Voto: 2/5

 

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