“Eravamo in tre in questo matrimonio. Un po’ troppo affollato.”

La storia segreta di Lady D.
Cosi’ segreta che ne’ lo sceneggiatore ne’ tanto meno l’autrice del libro su cui e’ basato il film ne sono a conoscenza.
Il film si ripropone come obiettivo quello di riportare in vita la triste e incantevole figura della principessa del popolo a 16 anni dal suo tragico scontro con il tredicesimo pilastro di Pont de l’Alma, mostrandone la vita privata nei suoi ultimi due anni. Si “vorrebbe” mostrare la donna dietro la principessa, la sua storia d’amore con il cardiochirurgo Hasnat Khan e i retroscena degli eventi pubblici che il mondo conosce (come la celebre intervista del ’95 da cui e’ tratta la citazione riportata all’inizio della recensione).
Peccato che di tutta questa storia non si abbiano fonti. Quella che vediamo sullo schermo non e’, quindi, la storia della vera Diana, ma soltanto una ricostruzione di cosa possa essere accaduto, ricostruzione che -a detta del vero Hasnat Khan- non corrisponde alla realtà.
Questa e’ la grande pecca di questo film che comunque e’ piacevole e si fa guardare, ma non rende sicuramente giustizia alla storia della principessa del Galles; anche la regia non e’ soddisfacente ma ancor meno la sceneggiatura che a volte scade davvero nel ridicolo.
Punti di forza sono sicuramente le ricostruzioni delle apparizioni pubbliche della principessa e i costumi, per la realizzazione dei quali sono stati chiamati anche stilisti che lavorarono realmente per Lady D. Il punto di forza maggiore del film e’ senza alcun dubbio Naomi Watts, già candidata 2 volte al premio Oscar, che, oltre all’incredibile somiglianza con la vera Diana, può fare sfoggio di tutta la sua bravura nel ruolo di questa iconica e incredibile donna. Diana.

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