Negli ultimi anni i vampiri hanno riconquistato gli schermi di cinema e tv. A partire dalla saga di Twilight nata dalla penna di Stephenie Meyer fino ad arrivare al sofisticato Solo gli amanti sopravvivono di Jarmusch, l’universo vampiresco è stato rivisitato in pressoché tutte le salse: dallo young adult all’indie, dall’animazione all’horror più classico. Era solo questione di tempo prima che venisse nuovamente richiamato in causa il vampiro per eccellenza, quel Dracula creato nel 1897 da Bram Stoker che ha dato vita all’icona per antonomasia del genere horror e gotico. A portarlo sul grande schermo è questa volta Gary Shore che ci regala una visione del tutto nuova delle sue origini mai raccontate. Chi era l’uomo che è diventato il mostro leggendario?
Nella Transilvania medievale, il principe Vlad è marito e padre amorevole, ma anche condottiero spietato detto l’Impalatore. Quando l’esercito turco minaccia la sua famiglia e il suo popolo, non vede altra via d’uscita se non quella di rivolgersi a un essere mostruoso che vive in una caverna: un vampiro. Dopo aver bevuto il sangue di questa creatura, Vlad avrà a disposizione il suo illimitato potere per tre giorni, così da poter sconfiggere i propri nemici, ma a caro prezzo: se non saprà resistere alla sete di sangue umano sarà dannato e vittima dell’oscurità per l’eternità.
Se pensate di ritrovare un Dracula capostipite dell’horror ne rimarrete delusi. Questo Dracula è una sorta di supereroe ante litteram, costretto a farsi carico di un fardello immane pur di dare una possibilità di salvezza al suo popolo e alle persone che ama. Un eroe romantico, bello e dannato, destinato a soccombere nella lotta impari contro l’oscurità.
Nello stile e nella scrittura, Dracula Untold strizza l’occhio ai grandi blockbuster di derivazione fantasy e supereroistica talvolta anche in modo molto diretto (Vlad che scopre i propri poteri e li “sperimenta” o ancora la caduta dalla torre che non può non richiamare alla mente Peter Parker e Gwen Stacy in The amazing Spiderman: Il potere di Electro).
Fotografia, scenografia e costumi danno vita ad un ambiente dark realizzato particolarmente bene e la recitazione di tutto il cast è davvero ottima, in particolare Luke Evans e “il fu Tywin Lannister” Charles Dance da soli valgono il prezzo del biglietto.
Ma, nonostante tutto questo e le ottime premesse, Dracula Untold non convince pienamente e lascia un po’ l’amaro in bocca. Rischia talvolta di scivolare su alcuni suoi stessi particolari che sfiorano il ridicolo (da eliminare dalla memoria le pupille rosse a intermittenza e la tensione tra il gruppo di vampiri molto “alla Twilight”). La sensazione che rimane uscendo dal cinema è che si sia parzialmente sprecata un’occasione che sarebbe davvero potuta essere ottima. Il proverbio dice “Chi ha il pane non ha i denti e chi ha i denti non ha il pane” e sembra proprio che questo Dracula Untold abbia perso i suoi bei canini appuntiti.

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