Prima di tutto voglio ringraziare il sito internet Movieplayer che mi ha permesso di vedere in anteprima nazionale questo film, la scelta questa volta è stata abbastanza diretta, Drive mi ha colpito dal primo trailer nonostante avesse molto in comune con tanti altri titoli già visti in passato, il protagonista Ryan Gosling è oramai un divo di Hollywood e le recensioni positive che hanno seguito il premio come miglior regia al festival di Cannes hanno fatto il resto.
Normalmente al cinema cerco di evitare i cosidetti film d’autore, ma in questo caso ho fatto un’eccezione visto il successo di critiche che il film ha portato con se in Italia, la trama brevemente narra di uno stuntman di Hollywood che di sera sfrutta le sua abilità da driver per accompagnare malviventi in un posto sicuro dopo una rapina, tutto fila liscio fino a quando il personaggio incontra una ragazza di cui s’innamora, la situazione familiare della ragazza però non troppo tranquilla lo porta a scivolare in un vortice di guai in cui si riesce ad uscire soltanto accettando le continue sfide a cui la vita ti ci porta.
Il primo dei grandissimi punti forti di Drive è senza dubbio il regista, un vero e proprio gioiello del futuro di Hollywood, Nicolas Winding Refn è finora conosciuto con titoli con bassissimo budget come Bronson e Valhalla Rising che però hanno ricevuto ottime recensioni dai migliori critici mondiali, la sua maggiore abilità è legata al fatto che regala al pubblico scene veramente intense con pochissimi discorsi logorroici dei personaggi, gli sguardi e i sorrisi dei protagonisti dei suoi film dicono più di tantissime parole.

La sceneggiatura di Drive ahimè non ha molto di nuovo rispetto a tanti altri revenge movies, ma la bravura del regista sta nel trasformare anche semplici scene viste in altri film in memorabili momenti di cinema d’autore e per farlo si è affidato ad un grandissimo talento quali è Ryan Gosling, il suo personaggio infatti nel film è taciturno e molto legato alle emozioni e Nicolas riesce nell’impresa di dare al pubblico una mappa delle emozioni del personaggio senza che lo stesso si racconti o ne parli, un vero genio.
Il cast è guidato come detto da uno straordinario Ryan Gosling che dopo il momento di gloria nel romance movie Le Pagine della Nostra Vita sembrava essere diventato una vera e propria meteora di Hollywood, invece no e con questo film ha fatto capire a tutti di che talento è fornito e quanto ancora può crescere in un panorama oramai saturo di stelle, ottima la scelta di un mentore nel film interpretato dal bravissimo Bryan Cranston che a breve vedremo in una veste molto diversa come villain nel remake di Total Recall.
La giovane Carey Mulligan continua nella sua maturazione cinematografica, film come An Education, Nemico Pubblico e Non Lasciarmi hanno fatto aumentare il suo tasso tecnico in maniera esponenziale ed in Drive lo si vede e come, nel cast è presente anche un buon Ron Perlman oramai sempre più in ruoli secondari come se la sua fase discendente sia praticamente giunta.
Drive anche se non brilla di originalità può contare oltre che di un grandissimo Ryan Gosling, anche di un bel mix tra scene di pura tranquillità ad altre violente all’inverosimile tutte intervallate da una colonna sonora molto anni ottanta che regala momenti d’altri tempi ai più grandicelli d’età, anche il personaggio principale di Drive ostenta un certo legame a quegli anni basti pensare al suo giubbotto con tanto di scorpione sulla parte posteriore che sa tanto di band di strada, un pò come il leggendario Grease.

In definitiva Drive è un gran bel film e nonostante sia troppo legato ad altri titoli simili tra loro rimane un vero e proprio film cult riuscendo a trarre dai vari film da cui esso è tratto soltanto il meglio, il regista e la sua tecnica ha ancora tanto da raccontare ad Hollywood e scommetto tanto su di lui ed il suo talento, sul pubblico femminile che dire un bel giovanotto come Ryan vale da solo il prezzo del biglietto, pertanto mi sento di consigliare Drive ad un pubblico molto vario che va dagli amanti del cinema d’autore a coloro che cercano un pò drammaticità mista al sentimento.

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