Per fortuna che ci sono ancora questi piccoli gioiellini, per i quali vale ancora la pena di andare al cinema. ‘Drive’ è un meccanismo ben congeniato, una trama solida, senza doversi rompere la testa per seguirla. Un noir d’altri tempi con un attore protagonista (Ryan Goslin) molto, molto interessante. La sua compostezza, la sua freddezza, il suo sguardo sempre sereno e pacifico mi hanno rimandato la mente al Clint Eastwood di Leone (in particolare al film ‘Il Buono,Il Brutto,Il Cattivo’). La sua agilità al volante, soprattutto nella scena iniziale dove riesce tranquillamente a fregare la polizia durante un inseguimento senza esagerazioni, spacconate o effetti speciali di vario genere, allo Steve McQueen d’altri tempi. Non si sà niente di lui, perchè non è necessario. Parla pochissimo, ma agisce e alla svelta (e non solo al volante). Si innamora, senza inutili smielature e addirittura decide di aiutare il marito della sua amata, senza un perchè vero e proprio; perchè sì e basta. E quando la trama si infittisce, tirando in ballo anche una coppia di soci ebrei italiani insieme a una grossa somma di denaro frutto di una rapina non del tutto riuscita, non perde assoutamente di interesse anzi. Le scene sanguinolente non mancano (e non disgustano soprattutto) e il finale non è scontato come si potrebbe pensare. Il cavaliere ‘faccia d’angelo’ riprende la sua strada sulla sua auto, ferito chissà se in modo grave oppure no, senza la sua amata (la quale nel frattempo è rimasta anche vedova per colpa della rapina mal riuscita)che inizialmente lo aveva respinto e quando si è resa conto dell’errore, della vita migliore che avrebbe,forse, potuto avere insieme a lui,era gia troppo tardi.

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