Godzilla nel 2014. Poteva essere l’ennesimo, tremendo, disaster movie e le premesse per la cagata dell’anno c’erano eccome. Perché subito il pensiero va a quel Godzilla di fine anni novanta targato Emmerich ( che da 20 anni fa lo stesso film catastrofico cambiandone il nome di volta in volta, quando 2012, quando The day after tomorrow, quando Indipendence day ecc ecc ) che fu una “americanata” come poche altre. Invece la rinascita del cucciolone giappo/post nucleare ( e anche un po’ filo american/post 11/9 che ormai ci tocca puppacci ad ogni kolossal hollywodiano ) e’ grandiosa, epica, intrisa di puro omaggio ai film giapponesi degli anni cinquanta rielaborati con una dose di Cgi si massiccia ma che non fa altro che conferire magnificenza al nostro amicone tutta coda. E la chiave di lettura dell’opera e’ molto semplice : non una sceneggiatura da premio oscar dell’originalità ma anzi ridotta all’osso come i dialoghi pressoché assenti ( meno male, ti cosa dovevano ragionare ?? ) nessuna storia cervellotica ma solo puro divertimento e intrattenimento, azione e ghiozzaggine a iosa, tutto sparato a bomba. Un action movie senza troppe pretese in sostanza, che però non commette lo stesso errore del pretenzioso Pacific Rim di Del Toro ( Godzilla che incontra i Transformers che incontrano Evangelion che incontrano l’abbiocco già a metà primo tempo) che tento’ di rielaborare la storia dissacrandone le tematiche, l’origine e il fine. Cast nella norma, brava la più piccola delle Olsen, che a differenza delle due gemelline scheletriche , ha forme giuste e buca lo schermo

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