Parlare di conigli animati che interagiscono con un mondo di esseri umani fa immediatamente pensare a Chi ha incastrato Roger Rabbit. Nel 1988 il film di Robert Zemeckis fu rivoluzionario, e non tanto perché mischiava animazione e live action, soluzione vecchia quasi come il cinema, ma perché radunava sotto il cappello di una produzione Disney i figli buoni di papà Walt con i moralmente inclassificabili Looney Tunes. Senza contare gli “impresentabili” protagonisti del film: il folle coniglio Roger (schiavo di reazioni incontrollabili), Baby Herman (un finto-neonato in fregola!) e la formosa Jessica. Era l’irruzione ufficiale di sesso e omicidio nell’immaginario popolare semi-globalizzato (la Disney è sempre stata vettore di globalizzazione) dei blockbuster americani per famiglie.
23 anni dopo Hop utilizza la stessa formula – un coniglio animato in combutta con un attore in carne ed ossa – per imbastire una molto più tradizionale strenna cinematografica festiva, perfetta per i giorni di colombe e ovetti di cioccolata. La formula è risaputa ma comunque efficace: al centro del racconto lo scontro generazionale tra Papà Coniglio Pasquale e il figlio C.P., che in procinto di ereditarne oneri e onori capisce di essere molto più interessato a una carriera da batterista in una rock band. Per seguire i suoi sogni decide così di fuggire (dall’Isola di Pasqua…) e tentar fortuna a Hollywood, dove fa amicizia con un pigro trentenne in fuga dalle responsabilità. Ma mentre C.P. cerca di realizzarsi musicalmente, sull’isola Papà Coniglio finisce vittima dell’ambizione di un pulcino operaio doppiogiochista, ben determinato a riempire il vuoto di potere. Una fiaba elementare, buffa e molto colorata, che oltre a intrattenere egregiamente mostra quanto ormai l’animazione digitale abbia sfondato il muro del foto-realismo, rendendo faticoso distinguere il passaggio tra vero e plausibile. Peccato solo per la morale conservatrice e un po’ ricattatoria: i genitori hanno sempre ragione ed è meglio seguire i consigli che dar retta ai sogni… Ma siamo sicuri?

Leggi la trama e guarda il trailer del film.

Mi piace
La fusione quasi perfetta tra personaggi animati e attori in carne e ossa: il fotorealismo dei cartoon è davvero efficace.

Non mi piace
I pulcini operai sono un po’ troppo simili ai Minions di Cattivissimo me, e non sorprende che lo studio dietro ai due film sia lo stesso.

Consigliato a chi
Il film perfetto per le festività pasquali se avete bambini non troppo cresciuti.

Voto
: 3/5

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