Son passati ormai tre anni dall’uscita di Hotel Transylvania, il film d’animazione della Sony, ambientato nell’hotel dedicato ai mostri gestito dal Conte Dracula. Nel primo film il problema era approcciarsi agli umani, risolto solo grazie all’intervento di Johnny, un giovane ragazzo californiano che arriva per caso all’albergo. Avevamo lasciato Mavis, figlia di Dracula, al suo 118esimo compleanno (la maggiore età vampira) e piena di voglia di vedere il mondo, almeno finché non arriva il giovanotto e se ne innamora.

Nel sequel, sempre diretto da Genndy Tartakovsky, le cose sono cambiate. L’hotel ha finalmente aperto agli umani, la tecnologia e i social media hanno raggiunto la Transilvania e i due innamorati hanno avuto la benedizione di papà Drac e si sono sposati. A pochi mesi dalle nozze, Mavis annuncia al vampiro di aspettare un bambino: Drac è felicissimo, diventerà nonno di un bellissimo vampiro e la dinastia dei Dracula continuerà. Alla nascita Dennis (Denisovic per il nonno), però, assomiglia tutto al papà: un batuffolo dal nasino a patata e dai capelli ribelli color carota. Mavis cerca di far crescere il suo piccolo in un ambiente più neutro possibile, considerando che Dennis potrebbe rivelarsi completamente umano. Drac, però, non demorde, continuando a sperare che al bambino escano le zanne, la data limite per l’evento sembra essere il suo quinto compleanno. Ma tutto quest’insistere da parte del padre porta la giovane vampira ad una decisione drastica: forse per loro è arrivato il momento di trasferirsi in California, con gli altri nonni del piccolo, per crescerlo lontano dall’hotel e dai mostri.

Ma il nonno non ci sta e con l’aiuto del genero, che non ha nessuna intenzione di lasciare l’hotel, escogita un piano: Mavis e Johnny andranno ad esplorare il mondo umano per capire se sia il luogo adatto per Dennis e lui rimarrà a casa col nipotino. Drac in questo breve lasso di tempo cercherà in tutti i modi di far scattare il lato vampiresco di Dennis.

Il secondo capitolo è forse un po’ meno convincente del primo, anche perché i mostri hanno perso la loro minacciosità. Ma è molto indicato per quei bambini che hanno voglia di ridere guardando dei mostri pasticcioni. Una commedia adatta a tutta la famiglia e corroborata da un ottimo 3D, che viene dosato e inserito nei momenti giusti riuscendo a stupire il piccolo spettatore. Si crea così un equilibrio che convince a livello visivo, ma che presenta alcune lacune nella sceneggiatura ad opera dell’attore Adam Sandler.

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Mi piace: Il 3D ben bilanciato e alcune scene veramente esilaranti

Non mi piace: La mancanza di un vero cattivo e la poca fantasia rispetto al primo film

Consigliato a chi: A quei bambini amanti dei mostri simpatici e a quei genitori a cui non dispiace ridere con loro

Voto: 3/5

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