Cambia la regia, cambia qualche volto e cambia la missione ma il risultato è il solito: i mercenari tornano al cinema e il loro testosterone li rende ancora più irrefrenabili. Simon West toglie la fatica della direzione a Stallone e sposa perfettamente il progetto ambizioso della pellicola: incassare più di quanto ha raccolto il primo episodio. Il compitino da svolgere è tutt’altro che proibitivo, il palcoscenico spetta agli attori, mai come in un film del genere. Basta un minimo di trama, qualche battuta da vero “macho” e una massiccia dose di citazioni, giusto per ricordare chi sono le vere icone del cinema action anni 90. L’azione viene da sè.

Se i primi Mercenari erano un progetto con più di un’incognita, il successo postumo ha reso notevolmente più semplici gli arruolamenti per questo sequel.
Ci sono ancora tutti, o quasi. Mickey Rourke abbandona, ma se al suo posto abbiamo a disposizione gente come Van Damme e Chuck Norris il distacco non sarà così difficile da sopportare. Se gettiamo nella mischia, quella vera, con i fucili in braccio, anche Willis e Schwarzenegger, solo spettatori nel primo capitolo, abbiamo una formazione da far impallidire persino i Vendicatori. I supereroi, in effetti, ci sono anche qui. Citazioni non solo, più di una volta ci sembra davvero di essere di fronte ai vari Rambo, John McLane, Terminator e via discorrendo. Il giusto omaggio verso un cinema che sembra lontano un secolo.

Ognuno ha il suo ruolo, ognuno ha il suo spazio. Nessuno si pesta i piedi. Stallone e Statam dirigono il gruppo, Willis e Schwarz seppur più marginali, sembrano veramente impazienti di poter dare il loro contributo. Neppure Van Damme formato cattivo pare stonare. Gli altri sono contorni di lusso, ognuno con il suo perchè.
La trama è semplice, d’altronde i veri fan di queste icone potrebbero starli a guardare solamente giocare a carte. Mr Church ingaggia nuovamente Barney Ross e soci per un lavoretto, uno dei tanti, di quelli facili e veloci. Le cose si complicano con l’arrivo della truppa di Jean Vilaine che non solo rovina l’operazione ma uccide anche un membro del gruppo (Billy The Kidd, alias la new entry Liam Hemsworth fratello del più famoso Chris – Thor). Da questo momento sarà una folle, cieca ricorsa spinta dalla vendetta.

L’azione c’è. A palate. Ci mancherebbe altro. Proiettili, coltelli, pugni, esplosioni. Non manca niente. Il sangue scorre a fiumi. Una gioia per gli occhi degli amanti. Le scene sono ricche di adrenalina e con le classiche esagerazioni che gli americani hanno così bene insegnato al mondo. I Mercenari è proprio questo. Questo promette e questo offre. Le parentesi ironiche e comiche aiutano, gli effetti speciali e l’azione stessa fanno dimenticare subito le rughe a qualche volto un po’ consumato dal tempo. Anche la durata è azzeccata, quasi obbligata per non rischiare di strafare con qualche minuto in più. Il film regge fino alla fine. Annoiarsi è difficile.

Da vedere perché è un’ora e mezza di leggerezza. Perché Chuck Norris ritorna al cinema per un paio di camei splendidi. Perché Jet Li che picchia a suon di padellate ricorda vagamente le scazzottate di Bud Spencer e Terence Hill.

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