I MERCENARI 3

Allora iniziamo:

-Morti a profusione: ci sono
-Tripudio d’azione “ma mica tanto memorabile”: c’è
-Tipica scena di salto con dietro super mega esplosione: c’è
-Moto che salta sopra ad un palazzo: c’è
-Palazzone armeno che viene giù gratis: c’è
-Ex amico passato al lato oscuro e diventato il super cattivo di turno: c’è
-Wesley Snipes super figo: c’è
-Antonio Banderas che fa lo scemo : c’è
-Tripudio emotivo nel vedere Sly che fa a cazzotti con Mel: c’è
-Mimica facciale di Sly: C’è. No scherzo, quella non c’è.

Bene. Adesso veniamo al film.

L’ironia generale rimane la colonna portante del film. Meno serioso del primo e meno parodia del secondo Stallone sembra aver trovato il giusto equilibrio, ognuno ha le proprio scene madri e la spartizione dei minuti tra le vecchie star è ben bilanciata.

Come il secondo capitolo anche il terzo si apre nel bel mezzo dell’azione. I nostri Mercenari assaltano un treno per liberare un prigioniero. Wesley Snipes. In prigione. Per frode fiscale (Ma dai!!). Vabbè fatto sta che tolte le manette, Wesley da da matto, va in testa al treno, ammazza tutti, lo lancia a tutta velocità contro la base militare militare di colui che lo aveva imprigionato e fugge all’ultimo. Inizio non male ma si poteva fare meglio.

Andando avanti si materializza quello che è il più annunciato e clamoroso degli eventi. Durante una missione uno dei membri del gruppo è vittima di un incidente, per mano del super cattivo di turno (Mel Gibson, a sua volta co-fondatore degli Expendables ), che ne mette a serio repentaglio la vita. A questo punto Sly preso dai sensi di colpa e conoscendo la pericolosità di Mel, per non veder uccisi i propri amici recluta quattro giovani sfigati (più Banderas) più giovani e più avanti tecnologicamente. Quando però le cose cominciano ad andare male, per fortuna arriva la vecchia squadra in soccorso e a quel punto si fa sul serio. In teoria.

Infatti pur avendo a disposizione una dozzina di mercenari (tra vecchi e nuovo) contro un intero esercito armeno il film non decolla come dovrebbe. L’azione c’è e anche tanta è ovvio ma siamo ben lontani da quelle sequenze cruente che sono l’orgoglio dei film anni 80’ a cui i mercenari si ispira. Non si vede una solo fottuta goccia di sangue nonostante la quantità di morti ammazzati. E qui entra in gioco il tanto simpatico PG-13. Capisco il marketing ed attirare un bacino di pubblico il più ampio possibile per fare i soldi, ma perché in un film dove ogni secondo ci sono morti ammazzati, esplosioni e scazzottate e dove tutti i suoi interpreti principali sono specializzati proprio in questo si debba autocensurare è una cosa di cui non mi capacito.
Però è anche vero che vedere Schwarzy che spara con una mitraglietta da un elicottero guidato da Harrison Ford e Sly nella stessa scena con Mel Gibson provoca ogni volta un colpo al cuore e dopo tutto pensi che dai… la pensione ancora può aspettare!

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