Da tempo il cinema italiano manca purtroppo di pellicole intriganti, che riescano a interessare e far (r)innamorare il suo pubblico, e la più recente sorpresa di casa nostra è “Il capitale umano”, uno dei film italiani meglio riusciti. La stessa rara intensità e verità la ritroviamo nella nuova e più che riuscita opera di Ivano de Matteo, presentata alle giornate degli autori alla mostra di quest’anno del Cinema di Venezia. Anche qui, come per l’opera di Virizì (le cui atmosfere si assomigliano, anche per la presenza in entrambe le pellicole di Luigi Lo Cascio), si rimane estasiati dalla bellezza del film ma anche profondamente amareggiati per un ritratto spietato e crudele di una realtà della nostra Italia.

Massimo (Alessandro Gassman) e Paolo (Luigi lo Cascio) sono due fratelli l’uno l’opposto dell’altro, il primo ricco avvocato che non si fa scrupolo di difendere i tipi di infimo livello spesso anche colpevi, il secondo onesto pediatra, si incontrano una volta al mese nello stesso ristorante da dieci anni con le rispettivi mogli (Barbora Bobulova e Giovanna Mezzoggiorno), anche loro agli antipodi, in cui la diversità tra le due coppie non fa che emergere sempre più. Ma un evento spiacevole avvicinerà in maniera inevitabile le due famiglie, quando entrambi i loro figli (Rosabell Laurenti Sellers e Jacopo Olmo Antinori) compiono un grosso crimine, quello di picchiare a sangue una barbona. Le coppie dovranno cercare di trovare un punto d’accordo per risolvere la questione ma questo si rivelerà molto più difficile del previsto dato che ognuno dei quattro prende la cosa a modo suo.

De Matteo torna a parlare di equilibri precari, questa volta con un drama-thriller familiare, che vuole raccontare della differenza tra le classi sociali, e dei giovani vittime delle forti pressioni o delle troppe comodità offerte dai loro genitori, offrendo una riflessione acuta e intelligente sull’educare, essere genitori e adolescenti. Un crescendo di emozioni semplicemente perfetto, fino ad un finale scioccante e sorprendente, accompagnato da una sceneggiatura che riesce a caretterizzare perfettamente i suoi personaggi nella maniera più efficace, interpretati nel migliori dei modi da un cast ben assortito di attori tutti talentuosi, (su tutti un magistrale Alessandro Gassman) un quartetto formidabile a cui i due giovani interpreti riescono a tenere testa. Affascinante anche dal punto di vista estetico, non eccedendo mai in nulla ne calcando troppo la mano su qualsiasi aspetto della vicenda “I nostri ragazzi” è un vero e proprio gioiellino del nostro Paese del quale dovremmo andare più che fieri, una pellicola indimenticabile e straziante dall’innegabile originalità. Un risultato eccellente, imperdibile.

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