Un inno alla vita. Non un grido contro il cielo ma nemmeno un sussurro nel vento. Il profumo di riscossa passa da un sotterraneo di un importante magazine, rapisce un impiegato anonimo e lo trasporta nel più bel viaggio che avesse mai avuto il coraggio di intraprendere. Una storia semplice, ma da ammirare senza fiato, con gli occhi pieni e un entusiasmo contagioso. Il viaggio è quello di Walter Mitty. Ma anche dello stesso Ben Stiller, che dopo una giovane carriera farcita di commedie di successo si è lanciato in un progetto importante di una maturità sorprendente. Il suo ritorno alla regia dopo Tropic Thunder è un concentrato di emozioni, immagini e minuziosità che rendono quest’ultimo film una pellicola da amare immediatamente. Il merito è della leggerezza con cui affronta il mito dell’evasione dalla realtà quotidiana attraverso il sogno, l’unica scappatoia verso una vita più intensa e colorata.

La vita di Walter Mitty (lo stesso Ben Stiller) infatti, è una fotografia in bianco e nero che viene riprodotta ogni giorno. Le stesse fotografie che da tanti anni tratta per conto della rivista per la quale lavora, Life giusto per il sarcasmo. Routine quotidiana, un anonimato che lo relega ad avere pochi amici, nessuna compagna di vita e soprattutto nessuna esperienza degna di nota. Soffre di momenti d’assenza, una piccola particolarità che riempie la sua vita di sogni e desideri. Vorrebbe essere altro, ma non può. Vorrebbe invitare a cena Cheryl ma non può. Non in questa vita, non senza fantasticare di essere un’altra persona.
Il destino corre in suo aiuto in modo perfido, mettendolo all’angolo in un momento delicato dove la sua permanenza al lavoro è prossima a concludersi. La perdita di un preziosissimo negativo diventa la classica goccia che fa traboccare il vaso. Il forsennato inseguimento di un reporter scalmanato (un Sean Penn magnifico comunque si metta) diventerà l’occasione perfetta. Annegare o lottare per emergere.

Tanti temi in quest’opera. Riscossa, evasione, senso della vita e amore. Walter Mitty è anonimo ma non cattivo. La sua personale caccia al tesoro diventa lentamente un’esperienza magistrale che lo catapulterà in giro per il mondo, lontano da quella normalità opprimente. Sogna, scappa, questa volta davvero. Passo dopo passo, momento dopo momento. Un’escalation di impulsività vibrante, una forza d’animo di chi la vita, vicina ai 50 anni, non può proprio più perderla. Ben Stiller lavora di fino, prende per mano lo spettatore in questo viaggio senza fine per accompagnarlo pari passo con se stesso. La metamorfosi di Walter Mitty passa per gli scenari mozzafiato del nord Europa, Groenlandia e Islanda. La potenza delle immagini è ammaliante, la bellezza della natura è il contrasto perfetto con il grigio visto fino a ieri. Cheryl è lo stimolo, il futuro, il sacro Graal da conquistare una volta tornato vincitore.

Semplice ma forte. “I Sogni Segreti di Walter Mitty” è un film dalla bellezza raffinata, una commedia emotiva “on the road” dal profilo adulto. Il merito di Ben Stiller è dovuto ad una regia pulita, misurata e potente, dove scenari e immagini predominano lasciando che la mente compia il suo viaggio utopistico. Il piccolo mondo di Walter Mitty diventa mano a mano impetuoso ed esplosivo. Noi ci aggreghiamo volentieri, seguiamo il corso della storia e facciamo il tifo per chi, proprio come noi che sogniamo ad occhi aperti, ha il coraggio di iniziare a vivere.

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