Anche il cinema italiano sembra aver imparato una lezione che l’America, sia a livello cinematografico che televisivo, sembra ormai conoscere da sempre: i super eroi piacciono.

Da qui, la trovata di Gabriele Salvatores, che di super eroi conosce ben poco ma che ha una grande esperienza nel trovare l’arte nell’ordinario, di portare sul grande schermo la storia di Michele (Ludovico Girardello) il “ragazzo invisibile”. Adolescente nella media, senza nessun talento particolare ne nello studio ne tanto meno nello sport o nell’arte, Michele ha solo un’unico e grande desiderio, attrarre l’attenzione di Stella, sua compagna di classe, che sembra però ignorarlo più di ogni altro. Da qui, la scoperta che cambierà la vita di Michele: può diventare invisibile, per davvero.

Fantascientifica rappresentazione cinematografica del malessere o paura che spesso affligge gli adolescenti, appunto il poter diventare invisibili alle persone che gli stanno più a cuore. Gabriele Salvatores compie cosi un vero e proprio esperimento portano sul grande schermo un film nel film,fatto dal racconto del processo di crescita di Michele, con tutte le sue domande esistenziali e problemi, e l storia di un supereroe,che in fin dei conti non è poi così “super”.

Caratterizzato da una narrazione semplice e omogenea, che non disdegna spiegazioni semplici e didascaliche, firma inconfondibile dei lavori di Salvatores, “il ragazzo invisibile” è si un film per ragazzi, che racconta il cambiamento aiutando a capirne i lati più oscuri grazie anche all’approccio fantasy, ma nel contempo si dimostra adattissimo anche ad un pubblico adulto che, potrebbe trovare in alcune scene, la chiave di volta per comprendere “il lato oscuro” di quell’adolescente che vive con loro.

© RIPRODUZIONE RISERVATA
Vai al Film