Un esperimento. Un azzardo, una scommessa. Chiamatela come volete. Ma qualsiasi nome scegliate, l’ultimo lavoro di Salvatores è comunque un progetto che necessita di molto coraggio, per portare di nuovo in Italia, una produzione di genere, quello del fantasy, che nel nostro paese era quasi o completamente assente, e che deve e dovrà confrontarsi con kolossal quali i prodotti Marvel o DC Comics, cosa non affatto facile.
E sicuramente, nonostante delle cose forse possono migliorare, possiamo essere be entusiasti di film di quello che è forse l’unico regista che al momento poteva intraprendere questa folle quanto originale nuova strada per il cinema italiano.
Perchè vedendo “Il ragazzo invisibile” quello che ci salta subito in mente (parlo a nome del sottoscritto ma credo anche di molti spettatori) è “ok, un buon inizio, migliorabile, ma un buon inizio”.

Il progetto del regista italiano è stato ben studiato a tavolino : le risorse in mano non sono quelle di cui godono i vari Iron Man, Avengers, Batman e compagnia bella. Quindi già dalla scelta del super potere bisogna utilizzare quello che meglio permette di creare un buon prodotto senza un budget così elevato e con pochi effetti speciali a disposizione : l’invisibilità.
Che poi, altro punto a favore, è non solo un potere, quello del giovane protagonista Michele, ma anche il suo modo di essere. Una persona difficile da notare, nella media, un ragazzo qualunque, quella specie di inetto che era personaggo principale della letteratura di casa nostra (vedi Svevo), vittima del bullismo dei suoi compagni e pieno di insicurezze. La storia regge, e lega sempre i super poteri del ragazzo al suo modo introverso di essere, sia con i compagni, sia con il mondo, sia con sua madre, interpretata da Valeria Golino.
Il personaggio di Michele risulta essere quindi un mix tra un Peter Parker e alcuni dei personaggi della saga americana “Heroes”, a detta del sottoscritto molto ben fatta e coinvolgente.
La natura dei poteri del ragazzo strizzano invece l’occhio agli X-Men (un qualcosa che si tramanda dai genitori ai figli), e la trama, così come i dialoghi, sono sufficienti ma non questo gran che, ma forse è proprio per la giovane età dei protagonisti principali della storia questa è stata una cosa voluta o che per lo meno non toglie più di tanto valore al film.
Salvatores come in uno dei suoi film passati “Io non ho paura” , dimostra di saper dirigere un film dal punto di vista ( e dall’altezza) dei più giovani, ed anche le musiche scelte (è stato indetto un concorso tra giovani band per scegliere i pezzi da inserire nel film ) è buona.

L’azione viene un po’ sacrificata, e forse il momento del film che soffre un po’ di più è proprio la parte finale in cui l’action doveva forse spingere un po’ di più sull’ acceleratore, però è comunque interessante notare lo sviluppo di essa anche in base a come Michele prende consapevolezza delle sue nuove potenzialità (che all’ inizio del film utilizza per prendere voti più alti o spiare le ragazzine nello spogliatoio e che alla fine scaglia con maggior violenza, ed anche con un accenno di gore contro i suoi nemici).
Alcuni dialoghi sembrano un po’ forzati e non fatti per essere recitati, ma quello che ne deriva da questo primo nuovo esperimento nel genere del fantasy è più che confortante, così come il finale. Da non amante del genere io dico che “Il ragazzo invisibile”, per me è un “SI” , anche se come detto all’interno della pellicola da Fabrizio Bentivoglio, “da un grande potere, derivano anche grandi responsabilità”.
Se il buongiorno…….

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